Jason Collins non ce l'ha fatta. Morto a 47 anni il primo giocatore Nba a dichiararsi gay

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Lo scorso dicembre gli era stato diagnosticato un tumore al cervello non operabile. Nel 2013 aveva annunciato la sua omosessualità con un articolo su Sports Illustrated

13 maggio - 00:50 - MILANO

"Non ho paura, ho giocato contro Shaq". Jason Collins aveva affrontato così la diagnosi di un tumore al cervello che lo scorso dicembre lo aveva di fatto condannato a morte. L'ex pivot, che nel 2013 abbatté un muro diventando il primo gay dichiarato nelle 4 grandi leghe Usa, aveva infatti rivelato a Espn: "Il mio cancro non è operabile, la prognosi media va da 6 settimane a 3 mesi di vita. Se è il tempo che mi resta lo userò per testare cure che un giorno potrebbero diventare uno standard". Se ne è andato a 47 anni.

annuncio

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E' stata la famiglia a dare la notizia: "Con il cuore spezzato annunciamo la scomparsa di Jason Collins, il nostro amato marito, figlio, fratello e zio, dopo una coraggiosa lotta contro il glioblastoma. Jason ha cambiato la vita di molte persone in modi inaspettati ed è stato fonte di ispirazione per tutti coloro che lo conoscevano e per chi lo ammirava da lontano. Siamo grati per l'ondata di affetto e preghiere ricevute negli ultimi otto mesi e per le eccezionali cure mediche che Jason ha ricevuto dai suoi medici e infermieri. La nostra famiglia sentirà profondamente la sua mancanza".

Los Angeles' Lakers Shaquille O'Neal (L) attempts shot as New Jersey Nets Jason Collins ties him up during third quarter action in game three of the NBA Finals 09 June, 2002, in East Rutherford, NJ.    AFP PHOTO/JEFF HAYNES (Photo by JEFF HAYNES / AFP)

carriera

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Collins si è ritirato nel 2014 dopo una carriera di 13 anni che lo ha visto giocare con New Jersey Nets, Memphis, Minnesota, Atlanta, Boston, Washington e di nuovo nei Nets dopo il loro trasferimento a Brooklyn. Ha fatto coming out nel 2013 in un articolo di copertina di Sports Illustrated, diventando il primo atleta apertamente gay a giocare in uno dei quattro principali campionati sportivi nordamericani. Jason aveva scelto il trattamento che riteneva gli avrebbe garantito la migliore qualità di vita possibile, offrendogli al contempo la chance di prolungare la sua esistenza oltre la prognosi iniziale. Collins è riuscito a completare le prime fasi del trattamento, ma il cancro si è ripresentato troppo rapidamente per permettergli di terminarlo. Lascia il marito, Brunson Green, i genitori Portia e Paul Collins e il fratello, Jarron Collins, che fino a poco tempo fa era assistente allenatore dei New Orleans Pelicans.

La Gazzetta dello Sport

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