Il ko del croato costringe Allegri a una scelta: lo svizzero favorito sull'italiano per il ruolo davanti alla difesa. Ardon e Samuele hanno quattro gare a disposizione per lasciare il segno: anche in vista della prossima stagione
C'è una voragine da riempire, là nel cuore della mediana. Il ko di Modric scippa al Milan non solo l'approvvigionamento di fosforo, ma anche uno dei massimi presenzialisti rossoneri: Luka sarà superato, ma ora come ora chiude anticipatamente il campionato in qualità di giocatore col minutaggio più alto della rosa (2.789', mentre in stagione è terzo dietro Pavlovic e Tomori), con tanti saluti a chi lo dipingeva come un pensionato deluxe. Nella sgradevolezza del guaio, l'unico motivo per cui il Milan può trovare un parziale motivo consolatorio, è che in termini di obiettivi il grosso del lavoro dovrebbe ormai essere fatto. Restano sei punti da portare a casa in quattro partite per sistemarsi nella vip lounge della Champions, ed è un traguardo alla portata anche senza Modric.
alter ego
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A questo punto scatta dunque la vera domanda: chi sarà incaricato a prendere per mano la squadra al centro della mediana? Ballano due nomi, e ci sono valutazioni in corso. Uno è quello di Ardon Jashari, che appare il favorito sia sulla base delle modalità con cui è stato impiegato sin qui da Allegri, sia perché era stato proprio il tecnico nei mesi scorsi ad averlo battezzato pubblicamente come alter ego del Maestro. L'altro nome è Samuele Ricci, impiegato per lo più da mezzala. Hanno caratteristiche di gioco abbastanza diverse (non del tutto, comunque), Jashari ha maggiore predisposizione alla verticalità, ma hanno in comune l'attitudine alla doppia fase: piedi idonei per costruire e atteggiamento adatto per proteggere la difesa. Perché, come insegna proprio Modric, quando occupi quei territori davanti alla difesa, il lavoro nel non possesso è vitale.
strascichi
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Di base va chiarito che entrambi possono essere impiegati sia al centro, sia da mezzali. Lungo la stagione Allegri ha in massima parte tenuto fede alle sue idee tattiche sui due giocatori: Jashari davanti alla difesa, Ricci mezzala, anche se ci sono state alcune circostanze (per esempio col Verona a San Siro, Fiorentina al Franchi) in cui Samuele è stato impiegato al centro. Di certo spicca la differenza di impiego. L'ex granata ha messo fin qui nelle gambe il doppio dei minuti rispetto al compagno: 1.366 contro 667, che diventano 1.165 contro 487 in campionato. Le cause? Un po' per scelta tecnica, un po' perché Modric è stato inamovibile a differenza di Fofana, un po' perché Jashari si è portato dietro tutto l'anno gli strascichi della frattura al perone di inizio stagione, che l'ha tolto di scena per due mesi e condizionato pesantemente la condizione atletica. Stiamo comunque parlando di due giocatori per i quali il Milan ha investito parecchio: senza considerare i bonus, insieme sommano quasi 60 milioni di cartellino (23 Ricci, 35 Jashari) e, insomma, non è che abbiano visto molto il campo nella loro prima avventura rossonera.
riflessione
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Mettersi in mostra in queste ultime quattro partite peraltro non sarà utile soltanto per aiutare in ottica Champions, ma anche in chiave '26-27. Una stagione in cui potrebbe venire a mancare proprio Modric, che al momento è ancora in fase di riflessione sul proprio futuro. A centrocampo di certo la situazione appare in grande evoluzione: potrebbe arrivare Goretzka, oltre a Luka potrebbero salutare Fofana e/o Loftus-Cheek, e quindi Ricci e Jashari costituiscono risorse importanti da far crescere e a cui affidare le chiavi del gioco. Quattro partite sono poche, ma potrebbero fornire già indicazioni decisamente interessanti.











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