INTERVISTA
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L'olimpionico si racconta a Sportweek: "A dicembre in Italia ho capito che dovevo essere io a fare una scelta. Tornato a Jacksonville mi sono messo a lavorare come un tempo. So di poter essere ancora competitivo"
Decisiva è stata la settimana trascorsa in Italia poco prima di Natale. Accompagnato dalla moglie Nicole, a Desenzano e dintorni, è tornato alle origini, ha ritrovato gli affetti più cari, è stato con gli amici di sempre, ha incontrato tanti ragazzi, ha raccontato loro della sua carriera, della gioia del trionfo e dei tanti momenti difficili e ha anche fatto visita ai reparti pediatrici di due ospedali. Poi è volato di nuovo in Florida, a Jacksonville, sua base da oltre due anni. Il giorno dopo era al campo. E si è allenato. Come non faceva da tre mesi. Ha abbracciato i compagni e coach Rana Reider. E quella convinzione che stava maturando, dopo tanti pensieri, è diventata realtà. Marcell Jacobs continua, non alza bandiera bianca, non molla. L’Italia non perderà il suo campione.








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