Italia, quando avremo la sindrome di Stendhal come in Psg-Bayern saremo guariti

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"Ma loro hanno Olise e Kvara", "per il divertimento andate al circo": no, non regge. il nostro calcio decaduto tornerà grande quando ritrasformeremo gli stadi in musei del bello

Luigi Garlando

Giornalista

30 aprile - 07:43 - MILANO

Molti si staranno ancora riprendendo dai postumi della Sindrome di Stendhal (vertigini, tachicardie…) che colpisce, in genere nei musei, chi è esposto a troppa bellezza. Dentro Psg-Bayern c’era un Louvre. Sintomi simili li procura l’acrofobia, la paura del vuoto, e quelli li stiamo smaltendo noi dopo Milan-Juve. "Beh, comodo. Loro hanno Olise e Kvara…". No, non è solo questione di talento, ma di valori. Riascoltate Kompany: "Davanti a uno spettacolo del genere gli spettatori non possono lamentarsi". E Luis Enrique: "Mai vista una partita con questa intensità e voglia di vincere. Bravi tutti. I tifosi si saranno divertiti". Non parlano solo dei rigori e del risultato, si preoccupano dello spettacolo, della gente. Chi lo fa da noi? I nostri dicono: "Per il divertimento andate al circo". Luis Enrique invece promette: "Il ritorno sarà più bello. Attaccheremo ancora". 

Venghino, siori, venghino! È una lezione da imparare: recuperare la responsabilità del divertimento e trasformare gli stadi in musei di bellezza, come accade all’estero, come ha fatto Gasp a Bergamo e sta facendo Cesc a Como. "Bello, ma se non faccio risultato, mi cacciano", dice il mister. Ti cacciano anche se si svuotano gli stadi, perché il circo chiude. "Un’italiana non avrebbe mai subito 2 gol sul 5-2". Ma non ne avrebbe fatti 5. I 9 gol e l’allegria offensiva di Parigi hanno stregato i bambini e gli innamorati del gioco. È quella passione che il nostro calcio decaduto deve rimontare. Con l’arte. Non saremo guariti quando torneremo al Mondiale, ma quando ci verrà un attacco di Stendhal nei nostri stadi.

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