In Piazzale Accursio a Milano, dove si giocò, celebrazioni per il centenario del debutto azzurro
C’era anche il figlio di Carlo Canevini, il miglior marcatore, con 9 punti, di quel successo 23-17 sulla Francia nella prima partita della storia della Nazionale italiana di basket. Cento anni dopo quel 4 aprile 1926, ora più ora meno, la pallacanestro si è ritrovata per ricordare l’inizio della sua storia azzurra: c’era la 93enne leggenda Sandro Gamba, l’allenatore più vincente, c’era Fausto Maifredi, presidente federale delle ultime medaglie dell’Italia, c’era Pierluigi Marzorati, l’azzurro con più presenze nella storia azzurra, 277 con i picchi dell’argento olimpico di Mosca 1980 e dell’oro europeo di Nantes 1983. E anima, “il Pierlo” in qualità di presidente della Liba, di questa parte milanese delle celebrazioni con l’iniziativa RipartiAmo Basket, che ha realizzato una mostra per ripercorrere questi cento anni in 13 totem (13 come le 13 regole del basket di Naismith): prima tappa della mostra, che sarà itinerante, il Belvedere al 39° piano di Palazzo Lombardia.
celebrazioni
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Tappa zero invece, insieme allo svelamento di una stele celebrativa, è stata in mattinata quel Piazzale Accursio, a nord-ovest di Milano, dove cento anni fa, quando si chiamava Piazza del Bersaglio, si era giocata la prima delle 1568 partite della Nazionale. Oggi c’è un campetto da basket, la partita di un secolo fa fu dall’altra parte della strada al Poligono della Cagnola, che prendeva il nome dai conti proprietari del terreno che parte da Piazza Firenze e che era nel comune di Musocco prima di essere inglobato nel 1923 dentro Milano, in una zona che ha ospitato anche l’Alfa Romeo. Oggi il Tiro a Segno Nazionale si sta trasformando nel futuro consolato americano. Presente alla celebrazione, tra i tanti, anche il questore di Milano Bruno Megale: “Bello oggi che si celebri in un campetto di periferia la nascita del basket che è integrazione, inclusione, unisce popoli… Milano sta cambiando e investire nello sport come unione e identificazione è la cosa più bella che si possa fare”.
la partita
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Era la domenica di Pasqua quel 4 aprile 1926 e, con la palla a due alle 14.15, non ci fu tempo per il pranzo per i sette azzurri di allora, per l’occasione in maglia bianca con scudo sabaudo (e i francesi in bleu): il capitano Brocca, il citato Canevini, poi in Caccianiga, Fedeli, Ortelli, Valera e Valli. Arbitri l’italiano Augusto Vitali e il francese Beaupois. L’allenatore, Marco Muggiani, era il fratello del fondatore dell’Inter Giorgio e di Arrigo che era stato il primo presidente della Federazione Italiana Basket-Ball, nata da una costola della Federazione Ginnastica Nazionale Italiana. E fondata cinque anni prima nella Birreria Colombo di Milano, a pochi metri dal Duomo, già “luogo di nascita” anche dell’Associazione Nazionale Alpini e in precedenza anche sede del Milan. Per questo a onor del vero non era stata la prima partita in assoluto di una rappresentativa italiana, ma la prima dopo la fondazione della Federazione. Un po’ come nel calcio, nella pallacanestro di allora si giocava con tre attaccanti, che quel giorno erano Alberto Valera (che chiuse con 6 punti), Giannino Valli (8) e Carlo Canevini, e due difensori, nell’occasione Guido Brocca e Giovanni Ortelli. Decisivo fu il 12-6 già dopo i primi venti minuti di gioco. Dove tutto è cominciato.










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