- PARIGI, 02 APR - La procura di Parigi ha richiesto una
condanna da 18 a 24 mesi di reclusione con sospensione
condizionale della pena e una multa di 250.000 euro per
l'attrice francese Isabelle Adjani, sottoposta a un nuovo
processo a Parigi per frode fiscale aggravata e riciclaggio di
denaro.
Assente al primo processo nel 2023, l'attrice settantenne "ha
potuto presenziare al procedimento e rispondere alle domande"
della Corte d'Appello di Parigi, ma "senza alterare l'analisi
giuridica dei fatti", ha dichiarato il procuratore generale
Laurent Couderc, che ha richiesto "la piena conferma della
sentenza di primo grado". La procura ha richiesto una condanna
da 18 a 24 mesi di reclusione con sospensione condizionale della
pena (ovvero soggetta a determinate condizioni) e una multa di
250.000 euro da applicare immediatamente, nonché un'interdizione
di due anni dall'esercizio di cariche pubbliche.
Ieri l'attrice due volte candidata all'Oscar si è difesa
dalle accuse di essere una "ladra", descrivendosi come la
"preda" di "predatori", la "vittima di una serie di truffe".
"Sarò sincera, non ho mai compilato una dichiarazione dei
redditi. E per fortuna, perché sarebbe stato disastroso (...).
Ho la fobia della burocrazia", ;;ha spiegato Adjani, con voce
tesa, dal banco dei testimoni.
Nel dicembre 2023 l'attrice è stata condannata a due anni di
reclusione con sospensione condizionale della pena e a una multa
di 250.000 euro per aver dichiarato una residenza fittizia in
Portogallo nel 2016 e nel 2017, per aver occultato una donazione
mascherata da prestito nel 2013 e per aver trasferito denaro
attraverso gli Stati Uniti nel 2014.
"Ho affidato i miei affari a persone che li gestissero
correttamente", ha dichiarato ieri, attribuendo la colpa ai suoi
consulenti fiscali, nonché a coloro che, a suo dire, si
sarebbero approfittati di lei: uno dei dirigenti della sua
società, Isia Films, e il suo ex compagno, il dottor Stéphane
Delajoux. L'attrice, residente a Carcavelos, in Portogallo, ha
spiegato di avere "tutti i suoi effetti personali" lì, ma di non
esservi "radicata" né "confinata". Un indirizzo "fittizio",
secondo il pubblico ministero.
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