Iren, in trimestre ebitda stabile, ricavi in calo del 13,3%, utile -5%

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Iren ha chiuso il primo trimestre con ricavi consolidati al 31 marzo 2026 par a 1,8 miliardi di euro, in calo del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
    Tra i principali fattori che incidono la flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 50 milioni di euro dalla diminuzione dei prezzi delle commodities e per oltre 200 milioni di euro dai minori volumi delle forniture energetiche. Risultano in flessione per circa 30 milioni di euro anche le attività di efficienza energetica.
    Il margine operativo lordo (ebitda) ammonta a 417,8 milioni di euro, in sostanziale allineamento (-0,2%) L'utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 129 milioni di euro (-5%), un calo imputabile a maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti. Il margine operativo lordo (ebitda) è di 418 milioni di euro, in linea con lo stesso periodo dell'anno scorso.
    "I risultati trimestrali approvati dal consiglio di amministrazione pongono basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi. La performance è sostenuta dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che raggiungono il 73% dell'ebitda, e dalla continua disciplina nell'esecuzione del piano industriale. La guidance viene pienamente confermata, con un ebitda previsto in aumento a fine 2026 del +4%, investimenti pari a circa 950 milioni di euro e un utile netto atteso anch'esso in crescita a fine anno del +3% rispetto al 2025, a testimonianza della robustezza della strategia industriale e finanziaria del Gruppo" commenta Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del gruppo Iren. "La generazione di cassa si mantiene robusta e consente di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano" sottolinea Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale.
   

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