Il collezionismo italiano si
consolida e si allarga oltre i confini tradizionali dell'arte. È
quanto emerge dalla quarta edizione del report 'Collezionisti e
valore dell'arte in Italia - 2026' presentato da Intesa Sanpaolo
Private Banking, che analizza profilo, scelte e dinamiche di un
settore in evoluzione.
La ricerca restituisce l'immagine di un collezionismo maturo,
consapevole e orientato al lungo periodo, con raccolte costruite
nel tempo attraverso selezione e continuità. Le collezioni
risultano ampie e strutturate, con una mediana di 50 opere e una
media di 99, e confermano un approccio non occasionale ma legato
a una visione culturale e patrimoniale. Sul piano economico
emerge una capacità di spesa medio-alta: il 30% dei
collezionisti ha superato almeno una volta i 500.000 euro per
una singola opera e il 18% il milione, mentre il 55% delle
collezioni si colloca tra 100.000 e un milione di euro. Resta
centrale l'arte contemporanea, con il 98% del campione che
colleziona artisti nati dopo il 1945, ma si amplia il perimetro
delle raccolte. Cresce l'interesse per design, libri, gioielli,
orologi, antiquariato e moda vintage, segno di un collezionismo
sempre più trasversale.
In questo quadro si inserisce anche il cambiamento dello
scenario di mercato. Dopo anni di forte spinta speculativa,
alcuni segmenti registrano un ridimensionamento con
l'ultracontemporaneo che segna una flessione del 65% e gli Nft
del 90%, mentre tengono meglio arte moderna, Old Masters e
alcune aree del lusso collezionabile.
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14 ore fa
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