Inter, sempre più Chivu. Avanti insieme fino al 2028: rinnovo pronto a tre milioni a stagione

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Il club prepara il nuovo contratto con il tecnico, centrale anche per pianificare il mercato. Il presidente Marotta lo convocherà in sede dopo la finale di Coppa Italia: "Cristian rimarrà all'Inter anche più di me"

Roberto Maida

Giornalista

7 maggio - 11:51 - MILANO

Il merito e la forma possono convergere quando la filosofia incontra la concretezza. L’Inter è talmente contenta di Cristian Chivu da volerlo premiare (ecco il merito) con il rinnovo del contratto, rispettando così anche la linea societaria (qui è forma) che non prevede la possibilità di cominciare una stagione con l’allenatore in scadenza. Dopo la finale di Coppa Italia, che può regalare un’accoppiata raggiunta soltanto nel 2010 in tutta la storia del club, il presidente Marotta convocherà il pupillo in sede per porgergli la stilografica: firma qua, ragazzo, insieme andremo lontano. 

allegria

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La concordia è il primo effetto dello scudetto raggiunto, aspettando gli ultimi verdetti che serviranno a compilare il giudizio definitivo sulla stagione. Non può essere una sola partita, anche se condizione necessaria per il restyling completo della sala trofei, a condizionare le strategie a medio termine della società. L’Inter ha scommesso su Chivu un anno fa, dopo le 13 partite da allenatore del Parma, perché riteneva fosse il tecnico e la persona giusti per dirigere il traffico di uno spogliatoio pieno di (in)gorghi. Quando Lautaro, che ha vissuto direttamente le tensioni con Calhanoglu e lo shock per la finale persa contro il Psg, afferma placido che «c’era bisogno di aria nuova», non vuole certo criticare Simone Inzaghi, con il quale anzi aveva un buon feeling. Vuole però confermare che un filo si era spezzato a Monaco e che solo un intervento di buon senso avrebbe potuto riparare il danno senza costringere i dirigenti a ristrutturare l’intero impianto. Chivu è stato bravo a gestire la transizione senza scossoni, accettando di rinviare a momenti più fluidi il grande cambiamento che condivide con Marotta: l’Inter ha stravinto in Italia ma deve rigenerarsi per tornare competitiva in Europa, dove l’intensità del gioco e la qualità media delle squadre migliori sono decisamente superiori. 

l'appuntamento

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Tra società e allenatore i contatti sono quotidiani. L’accordo è di rivedersi dopo le due partite contro la Lazio per discutere del futuro. Insieme. Nel giugno dello scorso anno Chivu accettò l’offerta dell’Inter quasi senza trattare, visto che non c’era molto tempo con il Mondiale distante pochi giorni. In più l’occasione di tornare nella sua casa professionale era troppo intrigante per essere vincolata allo stipendio. Adesso può presentarsi al tavolo della trattativa con credenziali diverse e avanzare le sue richieste, non tanto di natura economica quanto progettuale: rispettando il budget che verrà imposto dalla proprietà, comunque avviata verso un altro bilancio in utile, conta di poter incidere sul mercato per ricevere giocatori più adatti al suo stile rapido e verticale. Al di là del modulo, che potrà variare tra la difesa a tre e quella a quattro, l’Inter ha bisogno di modificare il motore, aumentando soprattutto l’accelerazione e la resistenza. Marotta è già stato chiaro sul rapporto che lo lega a «Cristian». E’ sicuro che Chivu resterà «anche piùdi me in questa squadra» prolungando una parabola che si è appena aperta superando ogni aspetattiva. Per questo gli ritoccherà l’ingaggio dai 2,1 ai 3 milioni, fissando la nuova scadenza del contratto al 30 giugno 2028. Si era comportato in modo simile con Simone Inzaghi, che ottenne il rinnovo dopo aver festeggiato lo scudetto della stella. 

gestione

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Intanto però le attenzioni di tutti sono proiettati verso l’ipotesi di doblete. Chivu non vuole trascurare neanche la partita di sabato, che sarà preceduta da una visita in Vaticano per l’incontro con il Papa, e ha chiesto ai giocatori di non staccare la spina dopo la grande festa di domenica. Meglio non smarrire l’abitudine e l’attitudine alla vittoria a pochi giorni da una finale. Valuterà qualche cambio di formazione, lasciando ad esempio a riposo Zielinski, Dimarco e forse Thuram che hanno bisogno di respirare, ma non si presenterà all’Olimpico con una squadra imbottita di riserve. Gestirà semmai le energie sfruttando le sostituzioni, con l’obiettivo di mantenere alto il voltaggio di un alto numero di elementi. Bastoni giocherà dall’inizio, avendo bisogno di minuti per recuperare la condizione, così come Lautaro del quale parliamo a parte. Quanto ai giovani dell’Under 23, nessuno avrà spazio dall’inizio a Roma. Magari potranno mettersi in mostra nelle ultime due partite del campionato, che non valgono per la classifica e saranno trattate proprio per analizzare le risorse meno esplorate. Bisogna capire chi può ancora essere da Inter prima di investire sul mercato.

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