Inter-Dimarco, rinnovo sul tavolo: avanti fino al 2028, le cifre e i bonus

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L'esterno sinistro è in scadenza tra un anno ma c’è intesa totale con il club, che potrebbe proporgli un’ulteriore estensione

Roberto Maida

Giornalista

29 aprile - 09:33 - MILANO

Si chiama progetto a lunga scadenza. Sul contratto firmato tre anni fa, Federico Dimarco legge ancora una scritta poco rassicurante: 2027. In realtà non esiste un’urgenza di rinnovo, né una trattativa da impostare come avverrà per Hakan Calhanoglu dopo l’estate. L’Inter ha mantenuto una clausola unilaterale per estendere l’accordo per un’ulteriore stagione, fino al 2028. Scatterà nella prossima primavera, o quando la società lo riterrà opportuno, evitando ogni rischio. Del resto il legame tra giocatore e club è tale, a livello soprattutto emotivo, da non poter vacillare per una questione burocratica. Più avanti tra l’altro il contratto potrebbe essere ancora prolungato (2030) rivedendo le cifre dello stipendio: oggi Dimarco guadagna circa 4 milioni netti e in questa stagione speciale ha incassato oltre ogni ragionevole dubbio tutti i bonus a rendimento. 

l'esplosione

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In campionato ha segnato 6 gol, che nella realtà sarebbero stati 8 se Thuram in due occasioni non fosse stato pizzicato dal Var (Udinese e Lecce) in fuorigioco di un gomito. Anche per questo forse il compagno ha sentito l’esigenza di omaggiarlo domenica scorsa a Torino, con il gesto del lustrascarpe inventato negli Anni 90 da Moriero per ringraziare il piede fatato di Ronaldo il Fenomeno. Dimarco aveva appena prodotto l’assist numero 16 e sarebbe salito nel secondo tempo a 17 con il settimo calcio d’angolo vincente a beneficio di Bisseck. Mai dal 2004-05, stagione dalla quale è partita la ricerca del dato sui passaggi decisivi in Serie A, un calciatore aveva raggiunto certi numeri di proficuo altruismo: il precedente record, appartenente a Papu Gomez in un campionato straordinario giocato con l’Atalanta di Gasperini, aveva piazzato la bandierina a quota 16. 

 Marcus Thuram of FC Internazionale celebrates with his teammate Federico Dimarco of FC Internazionale after scoring his team's opening goal during the Serie A match between Torino FC and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on April 26, 2026 in Turin, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

feeling

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Ma non serviva nemmeno un rendimento mostruoso per cementare l’intesa: Dimarco è nato a Porta Romana, ha imparato a giocare a calcio alla Rotonda della Besana immaginando un giorno di poter calpestare le zolle di San Siro. Ha realizzato l’obiettivo, è diventato una colonna della Nazionale, non trova alcun motivo dentro di sé per modificare la traiettoria della carriera e della vita. Milano, la Milano nerazzurra, è scritta nella sua anima e resterà casa probabilmente fino all’ultima delle sue corse sulla fascia sinistra. Tanto più che il rapporto con Cristian Chivu, scommessa vinta da Marotta, è vicino ai livelli della perfezione. I due vedono il calcio allo stesso modo e amano condividere ragionamenti che non siano per forza legati allo sport. Restare all’Inter sarebbe piaciuto a Dimarco a prescindere. Con un allenatore come Chivu di più. 

È qui la festa

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E’ qui la festa Domenica intanto la famiglia è pronta a festeggiarlo per lo scudetto. Sarà il secondo per lui, che nella stagione del diciannovesimo firmato Antonio Conte giocava in prestito al Verona. Era il traguardo che insieme alla squadra aveva indicato esplicitamente in tempi non sospetti, quando ancora l’Inter era dentro alla Champions: «La nostra priorità è lo scudetto». Era troppo forte la delusione del gruppo, nel quale la voce di Federico è abbastanza influente, per una stagione finita senza trofei, nonostante la fantastica avventura europea con Simone Inzaghi, capace di raggiungere due finali in tre anni. Vincere è un lusso che spetta a pochi, nemmeno così spesso. Dimarco, come gli altri giocatori del nucleo storico come Lautaro, Barella, Calhanoglu, Thuram, non vede l’ora di sfilare per le strade della città in mezzo alla gente che lo ha accompagnato pazientemente nel percorso di crescita. 

quanti gol

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E siccome un primato tira l’altro, Dimarco ha anche fissato il record di gol in una stessa stagione: sono 7, compresa la punizione liftata a Dortmund in Champions League. Se riuscisse a segnare ancora alzerebbe l’asticella di se stesso, per chiudere da campionissimo un’opera rovinata da una sola nota stonata, l’eliminazione dal Mondiale. Per guadagnarne un altro, Federico dovrà aspettare quattro anni: nell’estate del 2030 ne avrà quasi compiuti 33. Potrebbe sfruttare l’ultima chance, magari da capitano dell’Inter: il coronamento di un’epoca di appartenenza e realizzazione.

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