La capolista vince sul campo del Lecce nonostante le assenze pesanti e le fatiche europee. Decisivi i subentranti Mkhitaryan e Akanji
22 febbraio - 00:12 - LECCE
Nonostante le assenze pesanti, nonostante le fatiche europee, nonostante una partita che rischiava di incanalarsi su binari pericolosi, l’Inter si conferma inarrestabile quando sfida squadre dal 6° posto in giù e vince una sfida complessa sul campo del Lecce che proietta il gruppo di Cristian Chivu addirittura a +10 sul Milan 2° in classifica. E il merito di una situazione di classifica tanto comoda va (anche) alla profondità della rosa nerazzurra, completa in tutti reparti pure quando svariati protagonisti - Lautaro, Barella, Calhanoglu e Dumfries nel caso di oggi - sono costretti al forfait. La partita del Via del Mare, con Mkhitaryan e Akanji decisivi subentrando, vale come controprova di un concetto già ampiamente confermato nel corso della stagione attuale: l’Inter è la squadra più completa d’Italia.
Cambio di passo
—
Se l’Inter ha saputo resettare il disastroso finale della stagione scorsa chiusa con zero titoli alle ultime curve, i meriti vanno spartiti tra tutte le parti in causa. In primis a Cristian Chivu, che fin da subito è riuscito ad entrare nella testa dei calciatori nerazzurri; ai giocatori stessi; alla società. Perché le scelte sul mercato sono state lungimiranti. L’esempio più lampante porta al reparto offensivo: fuori i fantasmi di Arnautovic, Correa e Taremi, dentro Pio Esposito e Bonny come alternative credibili (ma pure qualcosa in più) alla ThuLa. Poi Diouf in crescita, Sucic subito protagonista, Luis Henrique migliorato. E una mossa che può passare inosservata sul piano numerico ma che ha nettamente alzato il livello tecnico della squadra: dentro Akanji, fuori Pavard. Liberandosi peraltro di un ingaggio pesantissimo per le casse del club. Ma i gregari funzionano tutti, al di là dei singoli: Mkhitaryan non è più un imprescindibile ma anche contro il Lecce si è dimostrato importante, De Vrij e Acerbi reggono quando serve e garantiscono affidabilità se i vari Bisseck, Akanji e Bastoni risultano un po’ spremuti, Carlos Augusto dove lo metti sta. Darmian è tornato titolare a Bodo e subito ha sfiorato un gol importante, Zielinski si è ritrovato. Chivu ribadisce spesso una tipica frase da allenatore: “Non ci sono titolari o panchinari”. La verità è che l’Inter i suoi titolari li ha come è giusto che sia, ma quando mancano, i panchinari si travestono da protagonisti. E ognuno, fin qui, ha fatto la sua parte per staccare il Milan momentaneamente a -10.










English (US) ·