Inizia l'Olimpiade di Mattarella: Milano Cortina si inaugura nel segno del Presidente

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A pochi giorni dalla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi Invernali, la prima carica dello stato si è recata a Palazzo Marino e alla Scala dove ha incontrato, tra gli altri, anche Kirst Coventry. Nel mezzo c'è stata anche una visita a Niguarda, per salutare i ragazzi feriti a Crans-Montana

Andrea Buongiovanni

Giornalista

3 febbraio - 00:22 - MILANO

È l’Olimpiade di Sergio Mattarella: Milano Cortina 2026 si inaugura nel segno del Presidente della Repubblica. Nel primo giorno della settimana che conduce all’apertura dei XXV Giochi invernali e alle prime gare, è lui - grande appassionato di sport - a tener banco.

a palazzo marino

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C’è un silenzio irreale quando il corteo presidenziale, alle 17.25, approda in Piazza della Scala, nel cuore del capoluogo lombardo. La zona non è solo chiusa al traffico: è interdetta anche ai pedoni. Un quadrilatero blindato: i negozi sprangati, le saracinesche abbassate. Pioviggina e il buio, coi lampioni ancora spenti, sta per prendere il sopravvento sulla (poca) luce del giorno. Sembra di essere in un racconto di Dino Buzzati: tutto è sospeso. Gracchiar di radioline, lampeggianti. Sulla porta di Palazzo Marino, i loghi di Olimpiade e Paralimpiade al fianco, a far gli onori di casa, fascia tricolore ben in evidenza, c’è il sindaco Giuseppe Sala. Qualche stretta di mano e poi l’ingresso in sala Alessi, dove ad attendere il Presidente ci sono i membri del Cio che inaugurano la 145a sessione di oggi e domani all’Allianz MiCo. All’ordine del giorno anche l’ultimo aggiornamento del comitato organizzatore. Assenti a parte, i membri effettivi sono 106, gli onorari 39 e quelli d’onore 2. A guidarli la presidente Kirsty Coventry: in mattinata è stata al Villaggio, dove ha incontrato la squadra italiana e la Commissione Atleti. Mattarella invece, a sorpresa, è stato a Niguarda, dove ha fatto visita ai ragazzi feriti a Crans-Montana e alle loro famiglie e ha ringraziato medici e infermieri.

alla scala

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Cerimonia di benvenuto, foto di rito e poi, poco prima delle 19, il (breve) trasferimento alla Scala. Quando Mattarella, per ultimo, fa il suo ingresso, si alzano tutti in piedi. Ci sono, tra gli altri, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio, il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, quello del Veneto, Alberto Stefani e il predecessore Luca Zaia. Risuonano l’inno olimpico e quello di Mameli. Poi, presentati dalla ex sprinter britannica Jeanette Kwakye e dall’ex nuotatore Massimiliano Rosolino, i relatori ufficiali. Buonfiglio: «È la quarta volta che l’Italia ospita i Giochi, ma la prima in cui al vertice del Coni c’è un ex olimpico. Per me, oltre a essere un onore, è un onere verso tutti gli atleti. Ad essi dedico la mia azione». Malagò: «I Giochi coincidono con uno dei momenti più difficili e contrastati della storia recente. Ciò li rende ancor più significativi. Il messaggio di pace, fratellanza e leale competizione risuonerà in ogni angolo del mondo». Coventry: «Lo spirito olimpico pervada le strade di Milano e Cortina e i cuori di tutte le persone del Paese». E, infine, Mattarella: «Offriremo ospitalità, identità, cultura, amicizia e cordialità. Ma chiediamo con ostinata determinazione il rispetto della tregua olimpica». L’orchestra diretta da Riccardo Chailly, la voce del baritono Riccardo Salsi, le note di Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini: ecco il primo tocco di italianità. Mattarella non può che esserne fiero. Tornerà presto in città: giovedì pranzerà con gli azzurri al Villaggio, cenerà con altri Capi di Stato alla Fabbrica del Vapore e venerdì sarà all’inaugurazione a San Siro. La sua Olimpiade continua.

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