Inghilterra, è l'ora dei campioni: Tuchel punta su Kane e Bellingham all'Azteca

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Il Messico in casa si trasforma: 2 sole sconfitte su 88 partite. I due big di Bayern Monaco e Real Madrid sono la grandi certezze da cui ripartirà il tecnico

Dal nostro inviato  G.B. Olivero

5 luglio - 12:24 - ATLANTA

Più che uno stadio, una fortezza. L’Azteca è un impianto mitico, un luogo dell’anima per chi ama il calcio. Ancora oggi racconta storie bellissime vissute tanto tempo fa. Italia-Germania 4-3 nel 1970, la mano de Dios nel 1986: non si finirà mai di parlarne e non è un caso che quelle partite abbiano avuto uno sviluppo leggendario proprio in questo stadio. Se lì gioca il Messico, però, l’arena incantata e affascinante si trasforma in una fortezza inespugnabile o quasi. Su 88 incontri disputati all’Azteca, il Messico ne ha persi solo due, con 69 vittorie e 17 pareggi. Limitandoci alle sfide dei Mondiali, in dieci gare il Tricolor non è mai stato sconfitto (otto vittorie e due pareggi) e in otto non ha preso gol. Da queste parti hanno vinto solo Costa Rica (2001) e Honduras (2013). I 2.200 metri sul livello del mare hanno un peso, ma la realtà è che all’Azteca il Messico si trasforma. L’Inghilterra affronta stanotte (le 2 in Italia, se il probabile maltempo non detterà una scaletta diversa) la più insidiosa trappola del suo Mondiale: un po’ per il valore dell’avversario (forte, ma non il migliore) e soprattutto per le condizioni ambientali. 

personalità

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L’atmosfera a Città del Messico è caldissima. Venerdì l’Inghilterra è stata fischiata al suo arrivo in hotel, ma il perimetro di sicurezza creato dalla polizia, presente in massa e in tenuta antisommossa, ha evitato disagi particolari almeno per la prima delle due notti da trascorrere a Santa Fe. Esiste il rischio di dormire poco e male e Thomas Tuchel ha analizzato così la situazione: "Sono preparato al peggio, poi vedremo. Sono curioso di scoprire cosa accadrà fuori dal nostro albergo e nel trasferimento verso lo stadio. Qualunque sia il trucco che stanno escogitando, mi aspetto ogni cosa. Basta sorridere e concentrarci su ciò che possiamo influenzare. In questo modo ce la faremo. D’altronde abbiamo giocatori che sono abituati a queste situazioni, sanno esprimersi al massimo sotto pressione e in ambienti ostili. Quando arriveremo all’Azteca, saremo a posto perché negli stadi sappiamo come comportarci". In effetti nella rosa di Tuchel ci sono giocatori che hanno disputato finali di Champions o dell’Europeo, che hanno affrontato il clasico spagnolo in trasferta, che sono abituati a non poter sbagliare le partite importanti e che quindi sanno come isolarsi. Questa è un partita che si vince con la testa, ancor più delle altre. E quindi tocca ai campioni trascinare il gruppo ai quarti. I migliori contro il Congo sono stati Harry Kane e Jude Bellingham e proprio a loro due Tuchel chiede di tenere il timone nella tempesta. Ci saranno momenti in cui si dovrà soffrire e in cui quindi servirà raffreddare il pallone tra i piedi per spezzare il ritmo dei messicani. E altri in cui si potrà spingere per scaricare la pressione sugli avversari. Non è solo l’Inghilterra a inseguire un traguardo storico, come il titolo mondiale che manca dal 1966. Anche il Messico aspetta con ansia questa sfida per tornare nei quarti, come non accade dal 1986. Quindi pure la squadra di Aguirre avvertirà la tensione. Alan Shearer, ex centravanti della nazionale inglese e commentatore in tv, è abbastanza tranquillo sulla risposta caratteriale della squadra di Tuchel: "Questi sono i momenti per cui ci si allena e si fanno sacrifici, le partite che tutti desiderano giocare. Avrei tanto voluto scendere in campo all’Azteca e sono sicuro che i ragazzi adesso la pensano come me. Devono godersi questa sfida con le sue difficoltà e soprattutto devono pensare positivo". 

le scelte

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Per quanto riguarda la formazione, sono tre i dubbi di Tuchel: gli esterni offensivi e il terzino destro. In avanti ballottaggio tra Saka e Madueke a destra e tra Gordon e Rashford a sinistra. Dietro, invece, si punta al recupero di Reece James, che per un problema al tendine del ginocchio ha saltato le partite con Panama e Congo. Le alternative sono Quansah, Spence e Konsa (con l’inserimento di Stones al centro della difesa). Da escludere l’arretramento di Rice: "Questa può essere un’idea per la parte finale della gara - spiega Tuchel -, ma lui starà a centrocampo". Anche perché stanotte i giocatori di personalità servono lì, nel mezzo, a guardare negli occhi gli avversari nell’inferno dell’Azteca.

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