Il 18 marzo compie 70 anni la leggenda svedese dello sci alpino. Cresciuto tra le nevi della Lapponia, taciturno e ossessivo nel lavoro tecnico, ha dominato slalom e gigante attraversando generazioni di avversari
Nel giorno dei settant'anni di Ingemar Stenmark ci sorprendiamo innanzitutto del fatto che... siano soltanto settanta, perché lo si sente nominare da sempre, senza nemmeno il bisogno di essere appassionati di discipline invernali. Il "sempre" dello sport è una dimensione alla quale hanno accesso pochi eletti e che arriva a sfiorare solo quelli come lui, i quali caratterizzano più di un'epoca e contendono lo scettro a più di una generazione di avversari, per poi lasciare la disciplina cambiata, irreversibilmente, rispetto a quando il loro nome era stato pronunciato le prime volte dai cronisti. Nato il 18 marzo 1956 a Joesjö per poi trasferirsi a Taernaby a quattro anni, figlio dunque della Lapponia svedese, Stenmark crebbe in un ambiente dove lo sci era quasi una necessità quotidiana. Sarebbe persino scontato individuare in un simile contesto, quasi più isolato che gelido, la scaturigine dell'indole e dell'applicazione di un atleta robotico sin dalle origini: taciturno, ossessivo nel lavoro tecnico e completamente centrato - in tutti i sensi - e concentrato sulle discipline dello slalom e dello slalom gigante.










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