Gravina: "Basta tatticismo e risultatisti nelle giovanili, così rimettiamo la tecnica al centro"

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Il presidente della Figc ha presentato il nuovo progetto tecnico del calcio giovanile italiano che vedrà la collaborazione di Prandelli e la direzione di Viscidi: “Bisogna tornare a esercizi fondamentali come smarcamento, controllo, passaggio, dribbling, vedo troppi allenamenti senza palla”

Elisabetta Esposito

Giornalista

18 marzo - 14:13 - MILANO

È orgoglioso e ottimista il presidente federale Gabriele Gravina nel presentare quello che definisce “un progetto rivoluzionario che non domani ma in qualche anno darà i suoi frutti”. Il tema è una nuova metodologia per lo sviluppo del calcio giovanile. Un progetto complesso, che opererà sull’intero territorio, per invertire una rotta pericolosa per il pallone italiano. Anche se il presidente assicura che “non nasce solo come risposta alle mancate qualificazioni mondiali”. Spiega Gravina: “Sono serviti anni di impegno per trovare le soluzioni necessarie a diverse criticità. Abbiamo deciso di completare il nostro progetto per la valorizzazione delle radici azzurre, una sorta di officina del talento italiano attraverso un nuovo modello di sviluppo. Non c’era mai stato un direttore tecnico di coordinamento, quindi abbiamo pensato a un nuovo organigramma, con un linguaggio comune e che opera in modo sinergico”.

RISPOSTE

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 Il presidente elenca anche l’aspetto su cui questo progetto si concentrerà: “Dobbiamo superare una sorta di ipertatticismo che mi preoccupa molto e lo faremo lanciando l’idea di un’accademia federale che diventi un centro di sviluppo tecnico comportamentale individuale. La Figc non ha alcuna intenzione di sostituirsi ai club, ma vuole contribuire al completamento della crescita di giocatori di interesse nazionale Sono molto preoccupato per l’ipertatticismo e l’esasperazione per la vittoria a tutti i costi che spesso va a pesare sull’equilibrio economico finanziario.”. Il progetto, che prevede anche una serie di corsi gratuiti per la formazione dei tecnici, ha bisogno ovviamente di fondi. Lo sottolinea anche Gravina, facendo espressamente una richiesta: “Tutto questo richiede impegno, energia e finanza. Il progetto partirà comunque ma a un certo punto, per rafforzarlo e ampliarlo, servirà un contributo anche da parte di chi ha la responsabilità di questo Paese, ovvero la responsabilità di governo. Penso al riconoscimento di diritto di scommessa, che ci darebbe la possibilità di portare avanti questo progetto e impatterebbe anche sul degrado delle nostre infrastrutture. Il betting si trasformerebbe da minaccia etica in un motore di sviluppo per vivai e impianti. Quindi pretenderemo il rispetto della risoluzione dell’Unione Europea su questo tema per diventare moltiplicatori di effetti benefici. Visto che per un euro di contributo ne tornano al Paese 19,7 forse è arrivato il momento di riconoscere anche certi risultati sociali e relazionali che il calcio porta”.

SUL CAMPO

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Gravina traccia l’organigramma: “Continueremo a investire sull’esperienza di Maurizio Viscidi, per arrivare a un organigramma che vedrà come mio consulente Cesare Prandelli. Utilizzeremo poi Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta per un particolare progetto 5-12 anni”. Viscidi è entusiasta dell’avventura che lo coinvolge: “Porrò l’accento sulla parte tecnica. Ormai si pensa troppo alla tattica e alla vittoria del campionato, la tecnica deve tornare al centro della formazione dei giovani. È un lavoro lungo ma necessario. La sfida sarà spiegare agli allenatori che c’è un metodo grazie a cui migliorando il singolo migliora il gruppo. Spesso hanno approcci da prima squadra, pensano a vincere i campionati. Bisogna tornare a esercizi fondamentali come smarcamento, controllo, passaggio, dribbling; spesso si fanno allenamenti a secco, si deve tornare a toccare più la palla. Anche nei settori giovanili ormai sono dei risultatisti e invece si dovrebbe pensare allo sviluppo del gioco”. Come fare? “Affiancheremo i tecnici nel loro lavoro quotidiano attraverso le nostre strutture periferiche per condividere questo lavoro di crescita dei giovani. Scriveremo una breve guida, arriveremo agli allenatori con le nuove tecnologie e lavoreremo anche sull’aggiornamento dei tecnici del settore giovanile con un unico programma”.

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