Infantino: "Su Balogun non ho deciso io. Trump mi ha chiamato, ma non è l'unico a farlo..."

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La difesa del n.1 della Fifa per la mancata squalifica dell'attaccante americano: "A volte sono d'accordo con certe decisioni, altre volte no. Ma non le commento"

Luca Taidelli

Giornalista

6 luglio - 18:35 - MILANO

Il mondo intero grida allo scandalo per la decisione della Fifa di revocare la squalifica dell'attaccante degli Stati Uniti (padroni di casa) Folarin Balogun - in campo stanotte nell'ottavo mondiale contro il Belgio malgrado il rosso rimediato contro la Bosnia - e il numero uno del calcio mondiale Gianni Infantino è costretto a metterci la faccia. Anche perché le pressioni di Donald Trump ormai sono conclamate. Questo il post di Infantino sui social della Fifa: "Ho letto i commenti pubblici riguardo alla decisione del Comitato di Disciplina indipendente della FIFA relativa alla squalifica di Folarin Balogun, e vorrei ribadire un principio fondamentale della governance della FIFA. Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi in base alle normative applicabili e ai fatti specifici davanti a loro. La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio, e questo deve sempre essere rispettato". 

gianni e donald 

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Ecco il passaggio sull'intervento di Trump: "Sì, discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA con il Presidente degli Stati Uniti, e su questa materia ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di stato, funzionari governativi, stakeholder del calcio e dirigenti aziendali di tutto il mondo su molte questioni diverse. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che c’era in corso un processo legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso nel momento dovuto dagli organi competenti. È così che funziona il sistema della Fifa, ed è un principio che difenderò sempre. Leggo le decisioni del Comitato di Disciplina della Fifa quando vengono emesse. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo con esse, e a volte non lo sono (ma su questa non si pronuncia..., ndr). Quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della Fifa in ogni momento".

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