Il presidente della Fifa al Congresso in Canada: "Il nostro compito è unire la gente". Quello Usa: "Gianni è fantastico, credo che si debba lasciarli giocare". Ma intanto la delegazione iraniana è stata respinta al confine e rispedita in Turchia
30 aprile 2026 (modifica alle 22:11) - MILANO
Per l'ennesima volta Gianni Infantino ha ribadito la presenza dell'Iran al prossimo Mondiale. Il presidente della Fifa lo ha reiterato durante il suo intervento al Congresso della federcalcio mondiale che si è aperto oggi a Vancouver, in Canada. "Per cominciare, voglio confermare senza ambiguità che l'Iran parteciperà ovviamente alla Coppa del Mondo 2026. E naturalmente l'Iran giocherà negli Stati Uniti - ha detto Infantino -. Noi dobbiamo unire le persone, è la mia e la nostra responsabilità. Il calcio e la Fifa uniscono il mondo. Dobbiamo essere positivi, sorridenti, felici: ci sono nel mondo abbastanza problemi, abbastanza persone che cercando di dividere. Se nessuno prova a unire la gente, cosa succederà al nostro mondo? Abbiamo questa opportunità. Insieme siamo imbattibili". Il numero uno della Federazione internazionale ha dunque voluto scacciare ogni dubbio per quanto, all'inizio delle ostilità, lo stesso governo iraniano avesse paventato la possibilità di boicottare la Coppa del Mondo. Poco dopo gli ha fatto eco il presidente degli Usa: "Beh, se l'ha detto Gianni, per me va bene - ha detto Trump, rispondendo a una domanda sui commenti di Infantino, con il quale il leader statunitense intrattiene stretti legami - Gianni è fantastico e se lo ha detto lui credo che si debba lasciarli giocare".
iraniani out
—
Nel frattempo però al presidente della federcalcio iraniana è stato impedito di entrare in Canada per partecipare al Congresso. Mehdi Taj ha raccontato di essere stato respinto all'aeroporto Pearson di Toronto assieme al segretario generale Hedayat Mombeni e al suo vice Hamed Momeni nonostante fossero in possesso di visti validi, denunciando un "comportamento inaccettabile" da parte degli agenti dell'immigrazione. Sul fronte canadese la versione è che i delegati iraniani siano stati rimandati in Turchia per i loro presunti legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che dal 2024 è stato inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Ha provato a smorzare i toni la ministra degli Esteri Anita Anand: "Non è di mia diretta competenza, ma da quanto capisco c'è stata una revoca del permesso. È stato non intenzionale, ma lascerò al ministro dell'Immigrazione il compito di chiarire". Secondo l'agenzia Tasnim, la Fifa avrebbe contattato la delegazione iraniana per esprimere rammarico per l'accaduto, assicurando che avrebbe provveduto a organizzare un incontro con Infantino. Resta il caso diplomatico che alimenta le tensioni attorno la nazionale iraniana.
La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA











English (US) ·