Indispensabile per Martinez, rottamabile per la critica: Portogallo, al centro di tutto c'è sempre CR7

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Secondo alcuni opinionisti e media non è più al centro della nazionale, ma il tecnico dei lusitani non intende rinunciarci: Cristiano Ronaldo vuole ancora lasciare il segno

L’ultimo ballo al Mondiale con la maglia del Portogallo può essere domani. Negli ottavi contro la Spagna. "Deciderò cosa fare con calma, dopo la fine del torneo" ha detto Cristiano Ronaldo, ma la sorella Katia Aveiro ha svelato quello che ha in mente: "Finirà presto. Godetevelo finché dura". Di fronte a Modric e compagni CR7 ha segnato su rigore il gol dell’1-1, poi è stato sostituito e ha guardato dalla panchina i suoi compagni centrare la qualificazione al turno successivo. La musica suona ancora e il fuoriclasse di Madeira è ancora in pista. Per quanto ancora però?

Caso nazionale

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Cristiano vive il sesto mondiale, se possibile con gli occhi di tutto il mondo ancora più puntati addosso e, come non gli era mai capitato in passato (almeno non così tanto), con la sensazione di non essere più indispensabile, ma... quasi sopportato. Contro i croati è uscito a 9 minuti dalla fine, dopo aver segnato il rigore del pareggio, e il suo sostituto, il neo milanista Gonçalo Ramos, ha firmato il gol della vittoria. Un segnale inequivocabile per il futuro del Portogallo, quando il leader che lo ha guidato negli ultimi due decenni non ci sarà più. Ronaldo ha applaudito e festeggiato dalla panchina mostrando attaccamento alla squadra, ma non è complicato immaginare quello che aveva dentro: reti come quelle era abituato a segnarle lui. Il tempo passa anche per i migliori e 41 anni pesano. Domani c’è la Spagna, una delle favorite, nonché la nazione dove CR7 ha vissuto gli anni più belli della carriera. La sfida più affascinante sarebbe stata contro il suo storico rivale, Leo Messi, ma anche quella contro la Roja non è per niente male. Resta da capire se CR7 la vivrà da titolare, oppure partendo come riserva. Il tecnico Martinez parlerà oggi, alla vigilia: l’orientamento è quello di non rinunciare al capitano dal 1’, ma al tempo stesso è pronto a sostituirlo nella ripresa, quando lo riterrà più opportuno. Non è 'ostaggio' di Cristiano, che giudica "un’icona del calcio mondiale", e il suo stato "non condiziona le scelte tecniche". Perché, come ripetono l'allenatore e Cristiano, "conta solo il Portogallo".

Tattica e Papa

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Contro la Spagna, giovane, aggressiva e dal gioco intenso, un Ronaldo che non accelera più come nei giorni d’oro potrebbe non essere la soluzione ideale. Forse là davanti ci sarebbe bisogno di più mobilità e di più corsa. Queste le osservazioni del “partito” che vorrebbe in panchina CR7. Sembra di essere tornati alle ore successive all’esordio al Mondiale, l’1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo, quando il 5 volte Pallone d’oro fu investito dalle critiche. Rispose con la doppietta all’Uzbekistan. Adesso sogna di gridare un’altra volta “i’m back” in campo. Dopo un altro gol e magari con in mano il pass per i quarti. Per rivivere una notte come quella successiva alla vittoria sulla Croazia, quando si è affacciato insieme ai compagni per salutare la folla sotto l’hotel. "Sembri il Papa" gli ha detto l’amico e compagno Dalot. Cristiano domani giocherà la partita 232 con la nazionale: ha firmato finora 146 gol, 10 nella fase finale del Mondiale. Quello con la Croazia è stato il primo nella fase a eliminazione diretta, un’altra gioia che si è voluto regalare alla sesta Coppa del mondo di fila, tutte con almeno una rete. Di record ne ha collezionati tanti, ma non è ancora sazio. Spera che il ballo duri fino al 19 luglio. Con la coppa lascerebbe (forse) la pista sorridendo.

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