Inchiesta arbitri, sentiti Pinzani e Butti. Si indaga sulle intercettazioni

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I due sono stati sentiti dagli inquirenti per circa tre ore. Il primo era l’incaricato della Figc per la gestione dei rapporti tra Aia e club calcistici, il secondo - in quanto responsabile delle competizioni - aveva un rapporto stretto con Rocchi. Da qui, le numerose telefonate intercettate. La Procura è al lavoro per analizzare l'ulteriore materiale raccolto

Lorenzo Cascini

Giornalista

7 maggio - 09:45 - MILANO

L’inchiesta sugli arbitri è entrata nella fase due. Nell’ultimo anno, infatti, il pm Ascione aveva sentito solo persone legate al mondo arbitrale. Ora, invece, sembra volersi concentrare anche su altre figure. Mercoledì è stato il turno di Riccardo Pinzani e Andrea Butti, sentiti dagli inquirenti in quanto persone informate sui fatti e non come indagati. I due sono stati ascoltati per circa tre ore. Ma perché loro? Vediamo il primo. Pinzani, oggi referee manager della Lazio, nella stagione 2024-25 (quella al centro dell’inchiesta) era l’incaricato della Figc per la gestione dei rapporti tra Aia e club calcistici: dunque l’uomo addetto a parlare con le società e poi riferire a Rocchi. Aveva quindi una funzione di collante tra i due mondi. Da qui, arriverebbero le numerose intercettazioni tra Pinzani e l’ex designatore. 

butti

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E Butti? Il motivo è simile. La convocazione di Butti si spiega probabilmente con ruoli e compiti da lui svolti. Essendo il responsabile delle competizioni, infatti, era lui a tenere i contatti con il designatore. Per l'organizzazione delle edizioni di Supercoppa italiana giocate in Arabia, ad esempio, era Butti a raccordarsi con Rocchi per le pratiche di visto dei direttori di gara designati. Il Centro Var di Lissone, di proprietà della Lega, è poi un'altra possibile motivazione per un dialogo telefonico Rocchi-Butti, che Ascione ha intercettato durante l'inchiesta. Ma non solo. Butti avrebbe anche avuto rapporti con i club, che lo avrebbero chiamato in caso di malcontenti o eventuali lamentele. Anche da questo potrebbero essere nati elementi d’indagine per gli inquirenti.

INTERCETTAZIONI

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Questa è la seconda piccola novità di giornata. Nel fascicolo dell’inchiesta ci sarebbero, infatti, diverse intercettazioni su cui stanno lavorando gli inquirenti. Si aggiungerebbero a quella in cui gli inquirenti avrebbero captato il “Loro non lo vogliono più vedere”, che sarebbe stato pronunciato da Rocchi in una telefonata con Gervasoni, facendo probabilmente riferimento alla designazione di Doveri e al non gradimento dell’Inter.

PINZANI E ROCCHI

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Relativamente a Pinzani, per esempio, bisognerà chiarire la natura delle telefonate con il designatore: la Procura vuole riscontrare se ci siano state pretese avanzate dai club e poi soddisfatte da Rocchi. Tutto da verificare. Così come sarà da stabilire il concetto di limite. Dove finisce la prassi e inizia la frode sportiva? Questo sembra essere il cuore dell’inchiesta.

ALTRE CATEGORIE

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Come detto, dunque, è iniziata una seconda fase di audizioni. Nei prossimi giorni saranno sentiti Schenone - il cui nome sembrerebbe essere uscito in un’intercettazione - e altri referee manager. Ma non solo. La Procura sembrerebbe voler allargare l’inchiesta e sentire figure diverse che orbitano intorno al mondo del calcio. Pare sia stato sentito anche un esperto giornalista sportivo, così come alcuni lavoratori della società che gestisce la tecnologia di tracciamento video per la Sala Var. 

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