Clessidra Factoring, operatore
finanziario di Padova a supporto delle pmi, archivia il primo
semestre del 2026 con un utile netto di 4,4 milioni, in crescita
del 45% sullo stesso periodo dell'anno scorso, grazie a un
fatturato di 748 milioni (+34%). Il monte crediti vale 405
milioni (+32%) e gli impieghi hanno raggiunto i 326 (+19%). Al
30 giugno il margine di intermediazione è stato pari a 14
milioni (+28%), grazie alla crescita dei volumi e
all'ottimizzazione delle fonti di finanziamento.
Resta buona la qualità del portafoglio crediti: il rapporto
netto dei crediti deteriorati rispetto alle erogazioni
complessive (Npe ratio) vale l'1,78%, in riduzione sull'1,94%
del 2025 e dell'anno precedente, grazie anche a un aumento delle
coperture rispetto al 2025, e la redditività del capitale
proprio (Roe) si è attestata al 22,4%, con un indicatore
patrimoniale Total Capital Ratio dell'11,4%.
Per l'amministratore delegato di Clessidra Factoring,
Gabriele Piccini, la crescita rilevata nel semestre si deve ad
interventi sempre più rilevanti "nelle situazioni di crisi
aziendale. Parallelamente - aggiunge l'ad - cresce la domanda da
parte di imprese solide che non riescono a ottenere un sostegno
adeguato dal sistema bancario".
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