L'atleta pugliese all'Europeo in Georgia è tornata a vincere nello strappo (78 kg), nello slancio (98 kg) e nel totale categoria 48 kg. A dicembre 2024 era stata operata alla spalla
C’è un momento, nello sport come nella vita, in cui tutto sembra fermarsi. E poi ce n’è un altro, più raro, in cui tutto riparte insieme. Per Giulia Imperio quel momento ha il peso preciso di 176 chili sollevati sulla pedana europea di Batumi, in Georgia. Dopo due anni lontana dalle gare internazionali, un’operazione alla spalla destra e un percorso personale complesso, la ragazza pugliese (24 anni) dell’Esercito è tornata a prendersi tutto: oro nello strappo (78 kg), nello slancio (98 kg) e nel totale. Campionessa europea, di nuovo. Ma soprattutto, come scrive lei stessa, “rinata”. “Sono rinata”: parola forte.
Da dove riparte?
"Dall’infortunio, dall’operazione a novembre 2024. È stato un periodo buio. Mi sembrava di non vedere mai la fine, anche se dentro di me sapevo che stavo tornando. Anzi, forse ero anche meglio di prima. Dovevo solo aspettare la gara giusta, e l’Europeo lo è stato".
Non solo sport, però.
"No, sono successe anche cose personali pesanti. È stata una rinascita come atleta, ma soprattutto come persona".
Ha detto che le mancavano ansia e adrenalina. Davvero?
"Sì, perché sono la nostra vita. Se togli quelle emozioni a un atleta, si perde. Io mi ero dimenticata cosa significasse provarle. Ritrovarle all’Europeo è stato diverso, più intenso".
Perché?
"Perché arrivavo da un periodo difficile. Ho capito che, se gestite bene, quelle emozioni ti danno solo cose positive".
Il ritorno passa anche da una scelta tecnica: scendere di categoria, da 49 a 48 kg. Una sfida invisibile ma durissima. Un chilo cambia davvero tutto?
"Tantissimo. Dovevo perdere peso e mettere massa muscolare allo stesso tempo. Non è semplice. Con il nutrizionista Riccardo Romano e il preparatore Aristide Guerriero abbiamo fatto un lavoro enorme. Non sono mai stata così in forma".
Dal 2022 al 2026, però, il cambiamento più grande non è fisico. Quanto si sente diversa oggi rispetto al primo titolo europeo in Albania?
"Tantissimo. Prima ero una ragazzina, forse immatura. Ora ho fatto un passo avanti: mi sento più sicura, più consapevole".
Ha parlato di “versione migliore di te stessa”. Cosa significa?
"Un grande lavoro psicologico. Con il mental coach Mauro Gatti e anche a livello personale. In questi due anni ho lavorato tanto su di me".
Poi c’è la dedica più intima. Quella che pesa più di qualsiasi bilanciere: l’oro per sua nonna.
"Sì, Teresa. È mancata a inizio anno. Per me era fondamentale. Non è stato facile affrontarlo".
È partita a 15 anni dalla sua Monteparano per inseguire un sogno a Roma. Una scelta precoce, quasi obbligata. Lasciare casa così presto cos’ha comportato?
"All’inizio sembrava libertà. Poi capisci quanto ti mancano. Sono legatissima alla mia famiglia: ci sentiamo ogni sera in videochiamata".
Il sollevamento pesi, nella sua vita, è arrivato quasi per caso. Non era il suo primo sport, giusto?
"Facevo atletica, velocità. Poi durante la preparazione ho scoperto strappo e slancio. Ho provato una gara… e ho vinto subito due titoli italiani. Da lì ho cambiato tutto".
Oggi, oltre ai risultati, c’è anche un ruolo più ampio. Lei è seguitissima sui social (oltre 740.000 followers su Instagram) e contribuisce a cambiare la percezione di uno sport ancora carico di stereotipi. Si sente una pioniera?
"Se posso essere un punto di riferimento, sì. Voglio far vedere questo sport per quello che è davvero. Non è “maschile”. All’Europeo eravamo più donne che uomini".
Il mio idolo? Usain Bolt da piccola, poi LeBron James. Per il lavoro che fa ogni giorno su se stesso"
Lo sguardo, però, è già avanti. Verso un’altra sfida. Obiettivo Olimpiadi?
"La categoria è cambiata, ora c’è la 53 kg. Non sarà semplice, ma se la testa dice che si può fare, io ci provo. Mi piacciono le sfide".
C’è un idolo che l’ha ispirata?
"Usain Bolt da piccola, poi LeBron James. Per il lavoro che fa ogni giorno su se stesso".
Hobby?
"Mi piace andare al cinema e stare in compagnia, è una cosa che io sento di avere il bisogno".
Se la sua vita diventasse un film, chi vorrebbe come attrice?
Non lo so… sono piccolina".
Piccola, forse. Ma capace di sollevare molto più del proprio peso.











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