Il tuffo di Sinner e quel "minchia quanto è alto" che unisce tutta l'Italia nel suo nome

3 ore fa 1

Per un ragazzo delle Dolomiti, l’acqua non è esattamente il suo elemento naturale e ancor meno lo è il gergo siciliano. Quell’esclamazione, pescata in fondo allo Stivale, vale più dell’inno nazionale appena cantato

Luigi Garlando

Giornalista

14 aprile 2026 (modifica alle 07:30) - MILANO

Tradizione? Sfida? Comunque sia, Jannik Sinner, dopo la trionfale finale su Carlos Alcaraz, nel Master 1000 del Principato, è salito sulla piattaforma della piscina olimpica del Country Club, ha guardato di sotto e ha esclamato: "Minchia quanto è alto…". Per un ragazzo delle Dolomiti, l’acqua non è esattamente il suo elemento naturale e ancor meno lo è il gergo siciliano. Quell’esclamazione, sgorgata d’istinto, pescata in fondo allo Stivale, vale più dell’inno nazionale appena cantato e della professione di fede: "Orgoglioso di essere italiano". Il coach Simone Vagnozzi è lì con lui perché questa non è una goliardata, ma una lezione, come le tante dopo un match ufficiale, su un campo di allenamento. Vagno, che negli anni ha spinto Jannik verso cose nuove, provoca: "Di testa?". La Volpe borbotta: "Sì, certo…". 

Il suo corpo fa resistenza, non si fida del vuoto che lo separa dall’acqua, ma la mente gli ordina di attraversarlo. Come negli anni gli ha ordinato di irrobustirsi, di sopportare la fatica, i crampi, il caldo, di lanciare la palla in modo diverso, di adattarsi a tutte le superfici, agli scherzi del mistral… Il corpo obbedisce ancora alla volontà. Jannik si tuffa a candela e riemerge un po’ più forte di prima. Carlos Alcaraz, che lo osserva a bordo vasca, lo sa meglio degli altri. È appena stato sconfitto dalla testa dell’italiano. Lo ha spiegato: "Lui ha giocato meglio i punti importanti". Lo ha riconosciuto a Sinner abbracciandolo: "Erba, cemento, ora anche la terra... Hai fatto un gran lavoro". Per migliorarsi. Sapete cosa accadrà tra un anno a Montecarlo? Jannik si tufferà di testa.

Leggi l’intero articolo