In esposizione al Rétromobile 2026 l'ultimo esemplare del treno firmato da Ettore Bugatti, che all'inizio degli anni Trenta salvò la casa francese dal fallimento
Martin Fedrizzi
27 gennaio - 11:08 - MILANO
Dimentichiamo per un istante le hypercar da mille cavalli, la nuova F.K.P Hommage, la celebre Tipo 35. Nonostante monti ruote d'acciaio al posto degli pneumatici, quello esposto al Rétromobile 2026 è un vero e proprio pezzo di storia di Bugatti, una delle creazioni più geniali e fuori dagli schemi del suo fondatore Ettore. Le Présidentiel, che sarà presente al salone parigino dal 28 gennaio all'1 febbraio, è l'ultimo esemplare rimasto dell'avventura ferroviaria di Bugatti, un treno progettato da Ettore Bugatti e che all'inizio degli anni Trenta si è rivelato decisivo per la sopravvivenza stessa della casa francese.
Dalla tipo 41 royale al treno
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La storia della produzione degli Autorail Bugatti è legata a doppio filo con una delle auto più emblematiche della storia del marchio di Molsheim: la Tipo 41 Royale. Presentata nel 1926, la Tipo 41 Royale era stata immaginata da Ettore Bugatti, come suggerisce il nome, come l'auto dei re, un vero e proprio gioiello tecnico e stilistico destinato solamente ai più ricchi. Lunga oltre 6 metri, questa vettura era equipaggiata con un motore 8 cilindri in linea da 12,8 litri, che da solo misurava un metro e mezzo ed era in grado di erogare una potenza di 300 cavalli a 1.800 giri al minuto per prestazioni assolutamente straordinarie per l'epoca. Prestazioni ottenute a fronte di costi di produzione esorbitanti, che in un periodo di crisi economica come quello della fine degli anni Venti, hanno messo in difficoltà l'intera Bugatti. Anche a causa della Grande Depressione, la prima Tipo 41 fu venduta solamente nel 1932 e alla fine del 1933 erano state vendute solamente quattro delle sei Royale prodotte, mentre la maggioranza dei 25 motori già prodotti destinati alla Tipo 41 continuavano a restare inutilizzati. Ed è in questa situazione di estrema difficoltà che Ettore Bugatti iniziò a cercare una soluzione per dare un nuovo scopo ai motori dell'auto dei re e ribaltare il disastro economico causato dal flop della Tipo 41 Royale. L'imprenditore milanese si lanciò perciò in un progetto tutto nuovo, che permettesse di riutilizzare quei motori in eccesso tanto potenti quanto costosi da realizzare: ecco come è nato il primo treno firmato Bugatti.
Stesso motore, nuovo uso
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Attraverso alcuni adattamenti ingegneristici, Ettore Bugatti riuscì a riconfigurare il motore a otto cilindri della Royale e a utilizzarlo nei nuovi treni a quattro assi che sviluppò per le ferrovie francesi. Al tempo la rete ferroviaria francese era servita principalmente da pesanti locomotive a vapore e, anche causa della concorrenza emergente di automobili e autobus, il trasporto ferroviario francese aveva urgente bisogno di essere modernizzato. In soli nove mesi Bugatti progettò e sviluppò il modello per una nuova generazione di treni di lusso ad alta velocità, con il primo esemplare che vide la luce nel 1933. Negli anni Bugatti produsse in totale 88 treni, con la versione del 1934 che fece segnare quello che all'epoca fu il record mondiale di velocità per un veicolo ferroviario: 196 km/h.
il design
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Se sotto l'aspetto motoristico il treno Bugatti rappresentava una novità assoluta, anche sul piano estetico ed aerodinamico le soluzioni innovative non mancavano. Per la prima volta la cabina del conducente fu posizionata al centro dell'automotrice, con l'obiettivo di offrire una visione a 360° ed evitare al macchinista di cambiare posto quando il treno invertiva direzione al capolinea. Anche gli interni erano un piccolo capolavoro: i sedili erano ruotabili per permettere ai passeggeri di scegliere se sedersi seguendo il senso di marcia o in direzione opposta, un unicum per l'epoca. In linea con la visione lussuosa dell'auto di Ettore Bugatti, anche i sedili del treno erano realizzati con i migliori materiali disponibili all'epoca e riflettevano il gusto raffinato per i dettagli che ha sempre contraddistinto il fondatore del marchio francese.
Le Présidentiel
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Degli 88 esemplari prodotti da Bugatti, oggi ne resta solamente uno. Le Présidentiel, esposto in questi giorni al salone Rétromobile 2026, è l'unico modello giunto fino ad oggi e normalmente è conservato al Cité du Train di Mulhouse, il più grande museo ferroviario d'Europa. Questo specifico treno fu preso in gestione da una delle antiche aziende che poi confluirono nella società ferroviaria statale francese Sncf (corrispondente alle nostre Ferrovie dello Stato), e venne ribattezzato Présidentiel dopo aver trasportato il presidente della Repubblica francese Albert Lebrun. Oggi resta una testimonianza di estremo valore della storia ferroviaria e del ruolo decisivo che Ettore Bugatti seppe avere anche in questo settore.










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