Il ritiro ha lanciato i due talenti di scuola granata. Alessio scalpita a sinistra, Andrea è la novità in regia
Due ragazzi con un futuro davanti. Con 12 giorni di carico nelle gambe e con un bel po’ di spunti derivanti dalle idee del proprio tecnico, il Torino è rientrato in città. E mercoledì, dopo tre giorni di stop, tornerà a lavorare al Filadelfia in vista del test di domenica in Inghilterra contro il Burnley (ore 16 italiane). Partendo anche da Andrea Luongo e Alessio Cacciamani, talenti usciti dal vivaio che stanno bussando prepotentemente alle porte della Serie A.
emergente
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Uno degli aspetti che hanno colpito di più nel ritiro in Trentino è stata l’apertura dimostrata da Abate verso i più giovani. Tra questi, quello che si è messo maggiormente in luce è stato senz’altro il 18enne Andrea Luongo. Sul talento del giovane napoletano non c’erano dubbi. Trentuno presenze nelle nazionali giovanili tra Under 16 e Under 18, in due occasioni anche capitano dell’Italia Under 17, classe d’età quest’ultima in cui nel giugno 2025 col Toro era stato tra i protagonisti della conquista dello scudetto decidendo semifinale e finale con due penalty impeccabili, il primo mandato all’incrocio contro l’Udinese, il secondo segnato col cucchiaio nella sequenza di rigori nella finale contro il Milan. Luongo era in ritiro con la Primavera granata a Spiazzo, ma ad un certo punto la prima squadra ha avuto bisogno di un elemento di qualità ed è stato scelto proprio lui. Un allenamento è bastato, ad Abate e al suo staff, per decidere di tenerlo nel gruppo. Luongo è stato provato come mediano e ha fatto il regista in tutte e tre le amichevoli giocate. Un ruolo un bel po’ diverso rispetto a quelli a cui era abituato, più vicini alla porta. Il ragazzo è ai primi passi e deve ancora imparare molto, ma ha mostrato visione di gioco, intensità e continuità, oltre a una dedizione che ha conquistato i tifosi. I prossimi test diranno quanto questa traccia sarà percorribile e quanti spazi potrà trovare in quel ruolo, ma la sensazione è che Abate non voglia più privarsi della vera sorpresa di queste due settimane.
passo oltre
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Alessio Cacciamani è un altro ragazzo uscito dalle giovanili del Torino, ma ormai non fa più parte delle sorprese. L’anno scorso partecipò al ritiro di Prato allo Stelvio per fare esperienza, ma allora si sapeva che prima di trovare uno spazio nel Torino dei grandi avrebbe avuto bisogno di fare esperienza altrove. La stagione di Serie B vissuta nella Juve Stabia di Ignazio Abate gli ha dato quel che gli serviva, il palcoscenico per mettersi in mostra. Cacciamani ha giocato 36 partite, è stato protagonista nelle tre gare di playoff, ha confezionato i due assist nel 2-2 della prima semifinale contro il Monza. Nell’arco della stagione ha trovato i primi due gol da professionista. Rientrato dalla stagione a Castellammare, il talento granata si è presentato nel ritiro di Pinzolo con uno status diverso, con il piglio del giovane pronto a dare tutto per ricavarsi minuti importanti in Serie A. Nel 3-4-2-1 sul quale Abate sta lavorando, Cacciamani sarà un candidato naturale per la corsia di sinistra. Il ragazzo attacca la fascia, rientra verso la porta — è destro, quindi gioca a piede invertito —, salta l’uomo in dribbling, ma sa anche spendersi in difesa e dialogare i compagni. Un esterno giovane, veloce e versatile, uno di quelli che piacciono al tecnico.










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