"Il tennis era il mio fidanzato tossico, con una cultura misogina e razzista": Aiava si ritira così

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L'australiana ha detto stop e attaccato il circuito con un post social: "Un enorme vaff…… a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono"

Martina Sessa

17 febbraio - 14:42 - MILANO

L’addio di Destanee Aiava al tennis è molto più di un semplice ritiro. La giocatrice australiana, classe 2000, ha scelto di smettere di giocare alla fine di questa stagione, con largo anticipo rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare. In bacheca un titolo Wta 125, una vittoria contro Aryna Sabalenka nel lontano 2019 e otto partecipazioni a livello Slam. Il tempo per coltivare il proprio potenziale non le sarebbe mancato. Eppure Aiava ha deciso di fermarsi ora. Le ragioni sono tutte nel lungo post pubblicato su Instagram. Una lettera dai toni durissimi nei confronti dello sport che ha definito la sua vita. Il tennis viene paragonato a un "fidanzato tossico", mentre la cultura che ruota intorno a questo sport è definito senza mezzi termini "omofoba, misogina e razzista".

amore tradito

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Best ranking numero 147, la 25enne di Melbourne racconta il tennis come l’amore della sua vita, capace però di tradirla. "Dal momento in cui ho preso la mia prima lezione al Casey Tennis Club, il tennis è stato la mia intera vita". Un’esistenza scandita da sacrifici e rinunce, vissuta sempre sul filo della promessa di un esplosione definitiva. A 17 anni si era ritrovata a un passo dal grande salto, "quando il mondo è ai tuoi piedi e niente ti può toccare". Ma ammette che non era pronta: "Ero ingenua, anche rispetto alle conseguenze del credere nelle persone sbagliate". Da quel momento, sostiene che "la traiettoria della sua carriera non è stata più la stessa". "Altre volte ho continuato perché ero troppo spaventata all’idea di ricominciare. O ero annoiata. Ancora, non sapevo chi ero fuori dal tennis e quale fosse la mia vera passione. Cercavo costantemente quella cosa che mi dava la pace invece del dolore. In altre parole, il tennis era il mio fidanzato tossico", prosegue.

luci e ombre

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Un rapporto, quello con il suo sport, fatto di luci e ombre. Da un lato, la gratitudine per le opportunità ricevute: i viaggi, le amicizie, la possibilità di raccontarsi. Anche nei momenti di difficoltà economica, quando ogni risorsa veniva investita nel tentativo di farcela. Dall’altro, il prezzo pagato: "Il rapporto con il mio corpo. La mia salute. La mia famiglia. La mia autostima", spiega. Il passaggio più duro è quello rivolto all’ambiente che, a suo dire, l’ha fatta sentire inadeguata. Un attacco frontale agli scommettitori e alla cultura che ruota intorno al tennis. "Voglio dire un enorme vaff…… a chiunque nella comunità tennistica mi ha fatto sentire meno di ciò che sono - ha proseguito Aiava - A qualunque scommettitore che mi ha spedito odio o minacce di morte. Alle persone che siedono dietro gli schermi o i social media, commentando il mio corpo, la mia carriera, o qualunque cosa sulla quale volessero fare le pulci. E anche a uno sport che si nasconde dietro ai cosiddetti valori di classe e gentiluomini. Dietro gli outfit bianchi e le tradizioni c’è una cultura razzista, misogina, omofoba e ostile a chiunque non sia all’interno del modello. La vita non è fatta per vivere nella sofferenza o nella stupidità".

da zero

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A 25 anni, l’australiana ammette di sentirsi indietro rispetto ai coetanei, come se dovesse ripartire da zero: "Sono anche spaventata, ma è meglio che vivere una vita che sia disallineata". Nel suo messaggio c’è spazio anche per l’orgoglio delle proprie radici (lei figlia di un papà neozelandese) e per un ringraziamento alla comunità degli Isolani del Pacifico, che dice di aver rappresentato con fierezza. Il saluto finale è un atto di speranza per un futuro diverso: “Non so come sarà quest’anno o se il tennis avrà spazio. Quello che so è che questo capitolo finisce alle mie condizioni. E sono molto grata alle persone che mi hanno supportata senza tentare di cambiarmi. Non vedo l’ora di entrare nella mia nuova fase della vita, con propositi, creatività e passione".

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