(di Patrizia Vacalebri)
Il Victoria & Albert Museum di Londra
apre le porte alla prima mostra mai realizzata nel Regno Unito
interamente dedicata a Schiaparelli. Attraversando un arco
temporale che va dagli anni Venti fino ai giorni nostri, la
mostra - allestita dal 28 marzo - ripercorre la storia e
l'impatto di una delle stiliste più innovative del XX secolo,
ripercorrendo le origini della maison, dai primi capi
rivoluzionari fino all'attuale interpretazione sotto la
direzione creativa di Daniel Roseberry.
Le sue collezioni si distinguono per silhouette scultoree e
richiami all'estetica del Western americana. Tra i capi più
iconici della recente storia della maison, c'è il completo
composto da gilet bianco e pantaloni cargo indossato dalla
modella Maggie Maurer, completato con un robot-bambola ricoperto
di cristalli.
La mostra espone oltre 400 oggetti, tra cui 100 ensembles e
50 opere, oltre ad accessori, gioielli, dipinti, fotografie,
sculture, arredi, profumi e materiali d'archivio. Tra i pezzi
più importanti figurano lo Skeleton Dress del 1938, unico
esemplare al mondo (parte della collezione permanente del V&A),
e il Tears Dress dello stesso anno, il celebre cappello a forma
di scarpa rovesciata, tutti realizzati in collaborazione con
Salvador Dalí. Saranno esposte anche opere di Pablo Picasso,
Jean Cocteau, Man Ray ed Eileen Agar, oltre a diversi costumi
disegnati da Schiaparelli per cinema e teatro. A chiudere il
percorso, le spettacolari creazioni di Daniel Roseberry,
indossate da star come Ariana Grande e Dua Lipa.
Quattro le sezioni. Designing the Modern Wardrobe racconta la
carriera della stilista, dall'apertura dei suoi primi atelier
parigini nel 1927 con l'insegna "Schiaparelli. Pour Le Sport"
fino a diventare, nel 1934, una delle couturier più influenti
sulla scena. Tra i capi esposti spicca uno dei primi lavori
della stilista: un maglione con fiocco trompe-l'œil del 1927,
donato al V&A dalla stessa Elsa, con cui la stilista conquistò
il mercato americano.
La seconda sezione, Creative Constellations, esplora il
legame di Elsa Schiaparelli con l'arte. Nella Parigi degli anni
'20 e '30, la stilista collaborò con molti artisti surrealisti.
Tra i pezzi esposti, accanto al celebre Lobster Telephone di
Salvador Dalí (1938), si trova il Lobster dress del 1937 che lo
ispirò. La sezione include anche un cappotto da sera firmato
Schiaparelli e Jean Cocteau.
Terza sezione Beyond Paris. Schiaparelli conquistava i
riflettori agli eventi più prestigiosi indossando le sue opere.
L'apertura, nel 1933, del suo salone di Londra a Mayfair
consolidò la sua presenza internazionale e segnò l'inizio del
movimento surrealista britannico. Un raffinato nucleo di opere
d'arte e capi d'alta moda, racconta l'eleganza visionaria di
Schiaparelli London. In mostra, un sontuoso completo in velluto
color bordeaux impreziosito da ricami dorati, accanto a un abito
e a un cappotto indossati in occasione dell'incoronazione del
1937 di Giorgio VI.
Golden Thread, sezione conclusiva della mostra, celebra
l'influenza di Elsa Schiaparelli sulla moda e l'eccezionale
eredità del suo linguaggio creativo, oggi portata avanti dal
direttore creativo Daniel Roseberry, che dal 2019, reinterpreta
il patrimonio della maison attraverso creazioni innovative,
valorizzando le tecniche dell'haute couture parigina ,dal
drappeggio al ricamo, fino alle lavorazioni ornamentali
"Schiaparelli Fashion Becomes Art - afferma Tristram Hunt,
direttore del V&A - "celebrerà una delle designer più geniali e
audaci nella storia della moda. Il V&A vanta una delle più
grandi e prestigiose collezioni di moda al mondo, nonché la più
importante raccolta britannica di capi Schiaparelli".
"L'immaginazione audace e la visione radicale di Elsa
Schiaparelli - aggiunge Delphine Bellini, cCeo di Schiaparelli -
hanno ridefinito i confini tra moda e arte. Questa mostra
celebra la sua influenza duratura attraverso collaborazioni
iconiche con maestri del XX secolo e una fusione pionieristica
di creatività e commercio".
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