Il neozelandese Ryan Fox ha conquistato l'ultimo Major stagionale battendo gli americani Young e Burns. Suo papà Grant era stato capitano degli All Blacks, ma da oggi non è più il più importante della famiglia
È arrivato dall’altra parte del mondo, dalla Nuova Zelanda, si è preso la Claret Jug e ha conquistato l’eternità: Ryan Fox è il Champion Golfer of The Year, il titolo che va a chi vince l’Open Championship. Al Royal Birkdale di Southport, accanto a Liverpool, ha stupito tutti battendo campioni molto più famosi e titolati di lui, ma la progressione di Fox è stata clamorosa. Dai 72 colpi di giovedì ai 68 di domenica passando dai 68 di venerdì - che gli hanno permesso di passare il taglio - ma soprattutto dai 62 di sabato, record in un Major eguagliato. Con il suo -10 totale, Fox ha superato di un colpo gli americani Cameron Young (67, 67, 73, 64: -9) e Sam Burns (73, 62, 65, 73: -8). Ryan è figlio di una leggenda del rugby neozelandese, Grant, capitano degli All Blacks, campione del mondo nel 1987. Adesso si può dire che Ryan l‘ha - forse - superato. Finora aveva vinto 2 tornei del Pga Tour e 4 del DpWorld, ma l’Open Championship cambia davvero tutto. Il successo è arrivato con una cavalcata nelle buche finali con ben 4 birdie nelle ultime 6, compresa la 18, la più difficile del campo.
fleetwood quarto
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Più che buono il torneo per l’eroe di casa, Tommy Fleetwood, nato a Southport a pochi minuti di macchina dal Royal Birkdale. L’inglese si vede sfuggire per l’ennesima volta la vittoria in un Major, ma comunque portarsi via una top 5 è sempre tanta roba (69, 67, 69, 68: --7). Ha pagato i tre bogey consecutiva tra la 9 e la 11 che hanno gelato tutte le sue speranze, ma quanto è stato bello il birdie alla 18 con tutta la gente in piedi ad applaudirlo. Emozioni che restano. Con lui in quarta posizione anche Scottie Scheffler (68, 68, 70, 67: -7) che ha difeso con i denti fino all’ultimo il titolo vinto un anno fa. Finisce quindi il 2026 senza vincere un Major, ma con una solidità che lo conferma numero 1 al mondo: secondo al Masters, 14° al Pga Championship, quarto allo Us Open ora quarto anche all’Open Championship.
il caso dechambeau
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Questa edizione dell’Open Championship ha vissuto anche un dramma con tratti della commedia e del giallo. Venerdì Bryson DeChambeau è stato penalizzato di due colpi, una volta finito il suo giro quando era a ridosso della prima posizione, per aver migliorato l’area dello swing calpestando l’erba alta dove era finita la sua pallina. Che si fatto intenzionalmente o no, per le regole del golf è una cosa che non si può fare. E come tutto quello che capita a lui è diventato subito uno show. Litigio con gli arbitri, minaccia di non presentarsi in campo il giorno dopo, migliaia di interventi social di gente che lo prendeva in giro o lo difendeva a prescindere. Alla fine è andata bene a tutti che l’americano abbia chiuso il suo Open a più di due colpi dalla vetta (67, 68, 69, 72: -4, quattordicesima posizione) altrimenti le polemiche sarebbero state infinite e noiose. Al veleno il commento di McIlroy: “Non è giusto che Bryson tenga tutti – giocatori, spettatori, volontari - in ostaggio per fare un po’ di spettacolo”. Il riferimento al fatto che venerdì gli organizzatori hanno dovuto aspettare quasi due ore prima di poter comunicare le partenze del giorno dopo.
bravo chicco
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È stato bello rivedere Francesco Molinari nelle posizioni alte di classifica. Chicco, che aveva vinto questo torneo nel 2018, primo e unico italiano a imporsi in un Major, è stato solido e determinato i primi due giorni: 67 giovedì, 69 venerdì, peccato che nel week end abbia poi pagato un po’ di sfortuna e soprattutto pochissima precisione sul green con un doppio 72 che l’ha fatto scivolare fino alla 48esima posizione finale. Comunque il suo risultato migliore in un Major dopo il 15° posto a St.Andrews nel 2022.









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