La crisi internazionale, con la guerra in Iran e le tensioni in Medio Oriente, non impatta il Salone del Mobile che si prepara al taglio del nastro il 21 aprile alla Fiera di Milano Rho. La più grande manifestazione internazionale dedicata al design si prepara ad accogliere visitatori da tutto il mondo con numeri "rassicuranti" sul fronte della vendita dei biglietti e con poche defezioni di aziende che arrivano dall'area colpita dal conflitto, mentre un segno positivo arriva anche dalla filiera del legno arredo che chiude il 2025 con un fatturato alla produzione che supera i 52,2 miliardi di euro, segnando una crescita dell'1,4% rispetto al 2024 e confermando una fase di stabilizzazione, dopo il rallentamento del biennio precedente.
A sostenere la crescita del 2025 è soprattutto il mercato interno, che raggiunge quasi 33 miliardi di euro (+2%), mentre l'export mostra segnali di rallentamento. "Il 2025 segna un ritorno alla crescita per la nostra filiera, ma è molto probabile che si tratti di un equilibrio fragile - spiega il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin -. E non potrebbe essere diversamente, dato il contesto economico e geopolitico così complesso".
Dal 21 al 26 aprile tra i padiglioni del Salone saranno protagonisti oltre 1.900 espositori (il 36,6% dall'estero), 227 brand tra debutti e ritorni, su oltre 169.000 metri quadrati di superficie espositiva netta. La biglietteria ad oggi tiene il passo con i due anni scorsi e anche gli accrediti stampa sono superiori rispetto a pari data dell'anno scorso, con oltre 3mila richieste. Nell'acquisito dei biglietti un dato incoraggiante è quello degli Usa, che "sono saliti al quinto posto - spiega Maria Porro, la presidente del Salone del Mobile -. Quindi i segnali sono molto confortanti e frutto di un lavoro intensissimo".
Poche le disdette delle aziende per il conflitto in corso: hanno rinunciato a partecipare due gallerie di Dubai, un'azienda dell'India e una libanese. Per quanto riguarda "gli operatori che invitiamo al Salone non abbiamo avuto disdette e lo stesso vale per la stampa - sottolinea Porro -. Quindi in una situazione estremamente complessa la rilevanza del Salone del Mobile a livello internazionale è confermata".
Per la 64/a edizione il Salone punta su nuovi settori e su un palinsesto culturale diffuso in città. Tra le novità ci sono il Salone Contract e Salone Raritas: il primo nasce per aprire il sistema Salone alla scala dei grandi progetti. Salone Raritas si focalizzerà su oggetti unici da collezione. Novità di questa edizione è 'Abito', la mostra promossa dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che mette in relazione moda e design per raccontare, attraverso oggetti e abiti, come cambiano la società e i modi di vivere e abitare. Il 24 aprile andrà in scena 'Common Archive - La Notte Bianca del Progetto', in cui gli archivi storici di design e architettura apriranno al pubblico.
Supportare il design e la filiera del made in Italy è anche uno degli obiettivi di Intesa Sanpaolo, che è partner del Salone del Mobile. Dal 2020 Intesa attraverso l'attività della Divisione Banca dei Territori ha sostenuto le Pmi del made in Italy con finanziamenti per 26 miliardi di euro destinati a internazionalizzazione, export e crescita dimensionale. "Il design italiano e la creatività restano anche oggi una leva di competitività e valore per le nostre imprese sui mercati internazionali", sottolinea Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo.
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