Il ritorno di Serena a quasi 45 anni: quante chance ha davvero l'ex regina di Wimbledon?

22 ore fa 2

Senza vere specialiste sull'erba e con un tabellone aperto, il servizio della Williams può ancora fare la differenza. Lunedì il verdetto del campo: trovata pubblicitaria o miracolo agonistico

Luigi Ansaloni

Collaboratore

29 giugno - 11:28 - MILANO

Tanti pro, pochi contro, curiosità molta. Il ritorno di Serena Williams in singolare a Wimbledon stuzzica l'interesse di tutti, desiderosi di vedere il livello attuale dell'ex numero uno del mondo. Trovata pubblicitaria, operazione nostalgia senza troppe aspettative o aspettative concrete di fare bene e chissà, agguantare Margaret Smith Court e i suoi 24 slam? Al campo l'ardua sentenza, e non ci vorrà molto a scoprirlo, visto che Wimbledon inizia lunedì.

le aspettative

—  

Ci sono stati grandi ritorni in passato, ma mai all'età di Serena. Un personaggio della grandezza della 23 volte vincitrice Slam difficile torni in gara per passatempo o peggio ancora per farsi umiliare dalle giovani rivali. A quasi 45 anni e dopo un'inattività in singolare che dura dallo Us Open 2022, Serena per prima sa che è impensabile raggiungere immediatamente chissà quale livello. Wimbledon però è un torneo molto particolare, per specialisti, e di specialisti in campo femminile negli ultimi anni non ce ne sono tante. Basta dare un'occhiata all'albo d'oro. L'ultima che ha vinto i Championships per due anni di fila è stata proprio Serena, nel 2015 e nel 2016, rispettivamente il suo sesto e settimo sigillo nello Slam londinese. Dal 2017 in poi, otto vincitrici diverse, di cui molte inaspettate, per non dire casuali. Anche quest'anno non c'è una chiara favorita, nessuna delle top sembra imbattibile.

attesa alle stelle

—  

Certo è che il ritorno di Serena ha dato una grandissima boccata d'ossigeno alla Wta, da un po' di tempo in affanno proprio per la mancanza di stelle di prima grandezza. Soprattutto di personaggi, più che di tenniste di livello. Le due campionesse che in questi anni si sono alternate come regina, Aryna Sabalenka e Iga Swiatek, non sono mai state delle stelle del livello della Williams e più in generale delle generazioni precedenti alla loro, pur essendo delle straordinarie giocatrici in campo. Dunque, tutto molto bello per la Wta, ma il ritorno di Serena nasconde anche un'insidia non da poco. Cosa potrebbe succedere se la Williams dovesse fare molto, molto bene, magari non vincere ma comunque dare del filo da torcere alla più forti a Wimbledon? Si direbbe che il livello del tennis femminile sia drammaticamente basso, non più come in passato, dando vita e nuove polemiche. Un rischio che la Wta sembra accettare con piacere, tenendo fede a un vecchio motto: tutto va bene, basta che se ne parli.

Leggi l’intero articolo