Il prezzo del petrolio torna a salire. Bozza del dl carburanti, 'stretta sulla speculazione'

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Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%. 

Il petrolio continua ulteriormente la salita dopo che l'Iran ha promesso di rispondere agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wti a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari la barile.

Proprio sull'innalzamento dei prezzi del greggio dopo la crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran, con un faro anche su possibili fenomeni di speculazione, è a lavoro il governo italiano. Il dossier carburanti è stato al centro di un incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. 

"Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali": questo, a quanto si apprende, il titolo del decreto legge contro il caro carburanti che verrà esaminato oggi dal Consiglio dei ministri, convocato alle 19 a Palazzo Chigi. Non ci sono altri provvedimenti all'ordine del giorno.

Il governo, secondo quanto apprende l'ANSA da diverse fonti, sta limando gli interventi contro i rincari dei carburanti. Sul tavolo, per il momento, ci sarebbero risorse sotto il miliardo. Si tratterebbe di un primo pacchetto di misure a tempo - si ragiona su un orizzonte di qualche settimana - ma "siamo pronti a proseguire", assicurano le stesse fonti, se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.

 "Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanziale taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore", ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, uscendo dalla Prefettura di Milano al termine del tavolo con le compagnie petrolifere. "Sono soddisfatto, mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli". 

"Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20, 25 centesimi al litro", aveva sottolineato il vicepremier prima dell'incontro.

"C'è un consiglio dei ministri questa sera e diciamo che le proposte che stiamo avanzando come Lega da giorni sono un tetto al prezzo, un intervento sulle accise e anche una discussione a Bruxelles su altre forme di tasse, come gli ETS che in questo momento non hanno senso, e il Green Deal che in questo momento è veramente un suicidio" le parole del ministro.

"Come promesso, abbiamo convocato qua in Prefettura le principali compagnie petrolifere perché l'obiettivo è nell'immediato di ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l'aumento, bloccare la speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina. Vogliamo farlo con la collaborazione, mi auguro, delle compagnie petrolifere e dei distributori", ha detto ancora Salvini.

"A un tetto sui prezzi ci sta lavorando il ministro Giorgetti, che si collegherà con il tavolo, e conto che già da domani gli italiani tocchino con mano l'intervento cui stiamo lavorando. Per me il tetto deve assolutamente essere sotto i due euro. Leggevo su qualche giornale di una riduzione di 5/10 centesimi, non è sicuramente sufficiente. È vero che in questo momento i tedeschi stanno pagando più di noi, però mi interessa poco dei tedeschi. Per me dobbiamo scendere sotto 1.90, non solo sotto i due euro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20 25 centesimi al litro" ha continuato il ministro.

Sulla possibilità di affrontare nel consiglio dei ministri una revisione del blocco sul gas russo, Salvini ha dichiarato che è necessario affrontare "una cosa per volta. Mi interessa aiutare le famiglie e i lavoratori domani alle pompe di benzina e in autostrada. Continuo a rimanere convinto che se non è oggi, sarà settimana prossima o sarà fra un mese, ma riaprire un dialogo con la Russia è doveroso".

"Lo stanno facendo gli Stati Uniti, cioè in questo momento gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni per chi compra gas e petrolio in Russia, quindi gli Stati Uniti ci stanno guadagnando, la Cina ci sta guadagnando, la Russia ci sta guadagnando. Gli unici che ci stanno perdendo siamo noi e quindi spero che a Bruxelles qualcuno si svegli". 

Bozza dl carburanti, stretta su speculazione, segnalazioni reato ai magistrati

Uno speciale regime di controllo dei "fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti" che coinvolge Mr Prezzi, la Gdf, l'Antitrust per eventuali sanzioni e infine, se necessario, anche la magistratura "per verificare la sussistenza del reato di 'manovre speculative'". E' quanto prevede un articolo contenuto in una bozza ancora provvisoria del decreto contro il caro-benzina allo studio del governo. 

La bozza prevede inoltre che la social card sarà rafforzata "al fine di sostenere il potere d'acquisto dei nuclei familiari meno abbienti, anche a seguito dell'incremento del costo del carburante", mentre per gli autotrasportatori arriverà un aiuto sotto forma di credito d'imposta. 

Il contributo per i redditi bassi sarà riconosciuto "nel limite pro capite derivante dalla ripartizione" del nuovo stanziamento di 130 milioni che porta da 500 a 630 milioni i fondi a disposizione della social card nel 2026. Per gli autotrasportatori sarà invece riconosciuta un credito d'imposta al 28% sull'acquisto di gasolio per un totale di 608 milioni di euro. Tutte cifre ancora suscettibili di modifiche.

Schlein: 'Il governo si sbrighi, occorre tagliare le accise'

 "Gli italiani spendono 16 milioni e mezzo in più al giorno solo di carburanti. Sono passati dieci giorni dalla nostra proposta per abbassare le accise: il governo si deve sbrigare". Così in un video su Instagram la segretaria del Pd Elly Schlein. 

Codacons: 'Il taglio delle accise deve essere almeno di 20 centesimi'

Bene il taglio delle accise, anche se si tratta di un provvedimento tardivo, ma per riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili e far avvertire reali benefici sulle tasche dei cittadini, la riduzione dovrà essere di almeno 20 centesimi di euro al litro. Lo afferma il Codacons commentando l'annuncio del ministro Matteo Salvini al termine dell'incontro con le compagnie petrolifere. L'associazione ha realizzato inoltre delle proiezioni con i possibili impatti del taglio delle accise sulla spesa delle famiglie per i rifornimenti di carburante:

- 5 CENT: una riduzione delle accise per 5 centesimi di euro al litro, considerata anche l'Iva che grava sulle accise, determinerebbe un risparmio da circa 3 euro su un pieno da 50 litri, -73,2 euro su base annua ad automobilista ipotizzando una media di due pieni al mese.

- 10 CENT: in caso di taglio pari a 10 centesimi di euro al litro, il risparmio sul pieno sarebbe di -6,1 euro, -146 euro su base annua.

- 15 CENT: con una riduzione di 15 centesimi di euro al litro, il risparmio ammonterebbe a 9,15 euro a pieno, -219 euro su base annua;

- 20 CENT: un taglio da 20 centesimi di euro porterebbe il risparmio sul pieno a 12,2 euro, con una minore spesa da 293 euro su base annua.

- 25 CENT: se invece il taglio fosse più consistente e pari a 25 centesimi al litro, il costo del pieno scenderebbe immediatamente di 15,2 euro, con benefici da 366 euro su base annua ad automobilista.

Borsa: l'Europa e i future Usa in frenata dopo gli attacchi in Iran

Borse europee in frenata e future Usa che girano in negativo dopo la notizia che Usa e Israele hanno attaccato gli impianti iraniani di petrolio e gas di South Pars e Asaluyeh. Londra (-0,2%) e Francoforte (-0,1%) girano in negativo mentre Parigi (+0,3%) e Milano (+0,2%) si avvicinano alla parità, attorno alla quale oscillano anche i future su Nasdqaq e S&P 500. Il rialzo del prezzo del petrolio (+2,6% a 106 dollari al barile il Brent) e del gas (+1,3% a 52,1 euro i future Ttf) provocato dall'attacco manda in affanno anche i titoli di Stato, che temono un'ondata inflattiva: i rendimenti dei Btp salgono di 3 punti base al 3,68% mentre lo spread con il Bund si allarga a quota 77.

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