Mps, il mercato si prepara al dopo Lovaglio: recuperati 200 mln in 5 giorni

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Il giorno successivo al concambio sia Mps sia Mediobanca hanno corso a Piazza Affari: Piazza Salimbeni (+1,22%) e Piazzetta Cuccia (+2,13%), entrambe in controtendenza

 recuperati 200 mln in 5 giorni

18 marzo 2026 | 19.29

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Primo dato, la Dead-line: 21 marzo, ultimo giorno per presentare le liste degli azionisti. In attesa di capire come si muoverà Luigi Lovaglio, se si muoverà: manca poco, pochissimo alla scadenza. Secondo dato, la lista di minoranza del comitato dei gestori, che indiscrezioni confermate all'AdnKronos indicherebbero come "sostanzialmente allineata alla posizione assunta dal Cda": Alessandra Barzaghi risulterebbe - tutto deve essere ancora ufficializzato - fuori. Terzo dato, che alla fine racchiude un po' tutto: il mercato, a dispetto dei venti di burrasca dopo l'estromissione di Lovaglio, sembra aver digerito il possibile cambio al vertice.

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Un po' di dati a conferma: Mps oggi ha terminato gli scambi a 7,24 euro (+0,30%), mentre Mediobanca ha raggiunto quota 16,11 euro (+0,78%). Alessandro Cominelli, Executive Director di Cfe Finance, spiega all’AdnKronos come “negli ultimi cinque giorni il recupero in termini di capitalizzazione sia stato di circa 200 milioni di euro per Mediobanca e 240 milioni per Mps". A pesare - dicono diversi analisti contattati - soprattutto la compattezza del Cda sul "piano industriale e la bontà del concambio". Anche qui un po' di numeri: il giorno successivo al concambio entrambi gli istituti hanno corso, e controvento, a Piazza Affari: Piazza Salimbeni (+1,22%) e Piazzetta Cuccia (+2,13%), entrambe in controtendenza.

Anche la lettera della Bce, che pone l’accento su alcuni requisiti ritenuti centrali per il futuro amministratore delegato, chiara autonomia di giudizio e rilevante esperienza bancaria, sembra aver avuto - fanno notare alcune fonti all'AdnKronos - un "effetto contrario a quanti volevano usarla contro la lista del Cda". Con oltre 500 pagine di documentazione relative alla selezione dei candidati al vertice, ha consentito a Mps di chiarire: che i profili individuati presentavano tutti curriculum differenti ma complementari; che la scelta di indicare più nomi era una risposta all’esigenza di garantire competenze diversificate all’interno del consiglio di amministrazione; ma che soprattutto la terna - Passera, Vivandi e Palermo - rispetta pienamente quei requisiti di indipendenza richiesta dalla Bce.

Bastino le parole dell'analista economico, editorialista ed ex di Bankitalia, Angelo De Mattia, che a questa agenzia di stampa ha evidenziato giorni fa come "tutti e tre i candidati sono pienamente idonei per la loro esperienza e per la loro professionalità a svolgere il compito di amministratore delegato di Mps". Con l'aggiunta: "Limitando l'analisi a Palermo e Passera, dire che non abbiano i requisiti sarebbe quasi una boutade: Passera è stato amministratore delegato della prima banca italiana, mentre Palermo è stato amministratore delegato di un colosso come la Cdp, che rientra negli intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia ai sensi del Testo unico bancario, quindi c'è anche una natura bancaria".

Tolti di mezzo i dubbi di mercato, messe da parte le riserve sui tre candidati e con appena tre giorni per il deposito delle liste, ci si chiede se Lovaglio sia disposto ad accettare la sua candidatura in una lista ma soprattutto se i fondi siano disposti a sostenerla visto che tendono a seguire le indicazioni dei proxy, che a propria volta tendono a premiare la stabilità e ad appoggiare la lista del Cda. (di Andrea Persili)

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