Il padre della cantante britannica
Amy Winehouse, scomparsa nel 2011 a soli 27 anni, deve pagare
950mila sterline (oltre un milione di euro) a due amiche della
figlia dopo aver perso all'Alta Corte di Londra la causa in cui
le accusava di aver messo all'asta indebitamente negli Usa
vestiti, borse e altri oggetti della star internazionale in
seguito alla sua morte. Lo ha stabilito la giustizia inglese,
fissando i termini economici per Mitch Winehouse, chiamato a
rimborsare le spese legali sostenute dall'ex stylist della
cantante Naomi Parry (569.330 sterline) e dalla confidente
Catriona Gourlay (394.521 sterline).
Il padre di Winehouse ha inoltre accumulato quasi un milione
di sterline in spese legali proprie nella causa che era stata
respinta lo scorso aprile. La giudice Sarah Clarke ha dichiarato
che, nel portare avanti l'azione legale, "ha trasformato
deliberatamente questo caso in un contenzioso su larga scala e
costoso, in circostanze studiate per esercitare pressione
commerciale affinché le parti si accordassero alle sue
condizioni".
Le due amiche della cantante avevano venduto decine di
articoli, ricavando oltre 1,4 milioni di dollari, senza
avvertire il padre della loro attività. Quest'ultimo aveva
quindi rivendicato una parte del denaro, a nome della fondazione
dedicata alla figlia che aiuta i giovani in difficoltà. Parry e
Gourlay si erano difese negando di aver agito in malafede, in
quanto gli oggetti erano stati loro donati o prestati a suo
tempo dalla cantante.
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3 ore fa
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