L'esterno dell'Union Saint-Gilloise, a lungo trattato dal Napoli, è in cima alle preferenze nerazzurre
La fascia destra dell’Inter non può restare ancora a lungo senza un padrone. Troppo importante quella corsia per Cristian Chivu e per il suo 3-5-2 per non dedicarsi anima e corpo alla ricerca del post Denzel Dumfries. Marco Palestra è ormai il passato e dal momento in cui l’atalantino ha preferito il Blue londinese al nerazzurro, l’Inter non poteva non passare in tempi ragionevolmente brevi a un piano B. Che, attenzione, non significa ripiego, bensì alternativa, un’altra via da percorrere quando la prima intrapresa non porta alla destinazione sperata. Nel mercato succede, e accade anche che quando meno te l’aspetti ci sia bisogno di srotolare la lista con i nomi degli altri profili ideali; alcuni nuovi, altri vecchi pallini, altri ancora che rappresentano piste seguite piuttosto recentemente ma messe in stand by per inseguire il grande colpo (poi sfumato). In questo terzo pacchetto c’è Anan Khalaili che aveva attirato le attenzioni dell’Inter già prima che si aprisse la strada verso Palestra. Poi l’Inter l’azzurro l’ha soltanto sfiorato, ma il 2004 dell’Union Saint-Gilloise non è stato dimenticato. Anzi.
spinta
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Khalaili nasce attaccante esterno ma poi ha iniziato a indietreggiare leggermente diventando anche un quinto nel centrocampo di David Hubert, sia in campionato sia in Champions. I numeri della sua passata stagione in Belgio sono quelli di un giocatore praticamente inamovibile: 52 presenze in tutte le competizioni (sempre presente in Champions mentre in Jupiler Pro League non si è visto soltanto in due occasioni su 30), 6 gol (3 in Europa, di cui uno all’Atalanta) e altrettanti assist. Dati che lasciano intendere la sua capacità e voglia di proiettarsi in avanti; caratteristica che per un’Inter che dal lato opposto ha un assistman e un mancino da record anche in fatto di gol come Federico Dimarco risulterebbe fondamentale. Insomma, un esterno che sappia lanciare ma anche lanciarsi in porta. Per i compiti più difensivi intanto c’è la garanzia di una totale abnegazione, ma poi potrà dargli una mano papà Majdi. Khalaili senior era anche lui un calciatore professionista ma di ruolo portiere. Si è ritirato nel 2023 e ha fatto innamorare del gioco Anan e suo fratello minore, Iyad, ala del Bnei Reineh.
cifre e concorrenza
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Lì a destra, Khalaili nelle preferenze interiste è sopra Moussa Diaby dell’Al Ittihad che, già trattato a gennaio, era tornato d’attualità e Dodo della Fiorentina, per il quale l’Inter si era informata. Nei prossimi giorni invece capiremo se per Khalaili ci sarà il "rischio" di un derby tutto italiano con il Napoli, l’altra squadra interessata all’israeliano. Il direttore sportivo di Aurelio De Laurentiis, Giovanni Manna, si è mosso anche lui verso il Belgio e Saint-Gilles. L’agente del giocatore ha confermato nei giorni scorsi che il club azzurro ha dimostrato un interesse molto concreto nei confronti del suo assistito, pur non essendo l’unico. Ha anche specificato che la scelta del ragazzo dipenderà dall’ambiente, dalla possibilità di collezionare minuti di gioco e di fare il tanto cercato salto di qualità in un club di prima fascia. Dichiarazioni che lasciano intendere che il futuro di Khalaili comunque non sarà più all’Union, club al quale è arrivato nell’estate del 2024 dal Maccabi Haifa per 7,5 milioni. Un trasferimento che l’ha fatto diventare il calciatore israeliano più caro della storia. E adesso il club belga quanto lo valuta? Sui 20 milioni, bonus compresi. Una cifra, per l’Inter, di molto inferiore rispetto a quella che avrebbe stanziato per Palestra e che quindi permetterà al presidente Beppe Marotta e al ds Piero Ausilio di ridistribuire diversamente il budget di mercato per tutte le caselle da riempire. Ad oggi, quando mancano poco più di due settimane al ritiro, c’è da chiudere la questione portiere e vanno sistemate difesa (con due pedine visto anche il prossimo addio di Stefan De Vrij) e centrocampo. E il tempo corre.










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