Nato per formare talenti azzurri come l'esperienza nella pallavolo femminile, l’Alps Ice Academy punta a far crescere giovani atleti integrando sport e studio. Il modello è diverso: federale e centralizzato nel volley, privato e territoriale nell’hockey su ghiaccio
Francesco Calligaris
12 maggio - 12:24 - MILANO
È come il Club Italia della pallavolo femminile (la squadra federale fondata sul finire degli anni ’90 da Julio Velasco, fucina di talenti per le vittorie delle generazioni successive: sette delle 13 campionesse olimpiche di Parigi 2024 sono cresciute lì), ma gestito da privati. La terza via dello sport italiano arriva dall’hockey su ghiaccio e nello specifico dall’Alto Adige. Nel luglio del 2023 dieci società locali (Bolzano, Val Pusteria, Renon, Gardena, Vipiteno, Merano, Egna/Ora, Appiano, Bressanone e Dobbiaco), a cui si è aggiunto un anno e mezzo dopo il Caldaro, si sono unite per creare l’Alps Ice Academy, un progetto innovativo nel mondo dello sport italiano dedicato allo sviluppo dei giovani atleti con un approccio che integra formazione sportiva, scolastica e personale.







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