Il Milan e le pallottole spuntate: in attacco nessuno è certo di restare

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 Christian Pulisic of AC Milan helps his teammate Rafael Leao during the Serie A match between FC Internazionale and AC Milan at Giuseppe Meazza Stadium on November 23, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)
Marco Pasotto

Giornalista

18 marzo - 12:32 - MILANO

Le difficoltà del reparto offensivo in questa stagione sono evidenti tra infortuni, scelte tecniche, incomprensioni e rinnovi in stallo: la situazione delle cinque punte, caso per caso

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In cerca di equilibrio

 Head coach AC Milan Massimiliano Allegri talk with Christopher Nkunku of AC Milan during the Serie A match between US Cremonese and AC Milan at Stadio Giovanni Zini on March 01, 2026 in Cremona, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

Calma ed equilibrio. Occorre il massimo dell'"allegrismo" in questo momento in casa rossonera per superare il mal di pancia dell'Olimpico. Calma perché nulla è perduto - quanto meno, in ottica Champions - e la situazione è ampiamente gestibile. Equilibrio perché quella con la Lazio è soltanto la terza sconfitta in questo campionato. Un ko che lascia in eredità un insegnamento evidente: Allegri ha costruito il Milan sulla solidità della fase difensiva e l'efficacia del gioco di rimessa, lo snaturamento di Roma - baricentro più alto, tentativo di imporre il gioco - ha dimostrato che nessuna delle due fasi ne beneficia. In realtà uno dei problemi evidenti - e non certo da oggi - è proprio l'attacco. Inteso come reparto. Un settore senza pace tra infortuni, condizione atletica e turbolenze personali. Domanda provocatoria: scorrendo le cinque punte in rosa - in ordine alfabetico: Füllkrug, Gimenez, Leao, Nkunku, Pulisic - c'è un nome su cui vi sbilancereste affermando che rimarrà al cento per cento? Probabilmente no.

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