"Il marchio Futuro Nazionale era di mio marito, non lo do a Vannacci"

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"Non mi piace Vannacci. Non mi piace proprio. E non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito". A dirlo al Fatto è Marina Caprioni, vedova di Riccardo Mercante e oggi titolare del marchio "Futuro Nazionale", come spiega il quotidiano. Il nome "Futuro Nazionale" sarebbe stato depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 all'Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese. Dopo la morte di Mercante nel 2020, il marchio sarebbe entrato nella successione ereditaria andando a finire nelle mani della compagna e dei figli.
    Caprioni racconta al Fatto di aver scoperto l'esistenza del marchio solo negli ultimi giorni. "Sono letteralmente cascata dalle nuvole - dice - Questo del marchio non me la ricordavo onestamente...Sono andata io personalmente a verificare ed è vero che lui lo ha registrato dal 2011". Mercante, spiega, era tutt'altro rispetto a Vannacci: "La nostra famiglia arriva da sinistra, poi ci siamo avvicinati al mondo dei Cinque Stelle.
    Essere associati a una persona che ha tutt'altri ideali ci ha dato anche fastidio. Per me quel marchio non è una questione di soldi. È una cosa che riguarda mio marito, la sua storia, quello che era e quello in cui credeva". Anche la figlia Allegra Mercante, di 19 anni, aggiunge: "La notizia ci ha stupiti, considerate le idee liberali e progressiste di mio padre, che ci tengo vengano ricordate". 

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