Il grande sogno Mondiale della Bosnia capitanata da Dzeko: ecco chi sono i nostri avversari

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Soltanto una volta, nel 2014, i gialloblù allenati da Barbarez hanno gustato la fase finale della Coppa del Mondo: c'erano anche gli azzurri prima di fallire la fase finale per due volte di fila

27 marzo - 11:41 - CARDIFF

La prima maledizione è stata sconfitta, adesso si attende martedì per tentare di completare il percorso. La vittoria di Cardiff è stata la prima nei playoff per la Bosnia Erzegovina. Nelle quattro precedenti partecipazioni agli spareggi per i grandi tornei, i bosniaci erano sempre usciti male, perdendo quattro match e pareggiandone tre. La squadra che dal Galles viaggia verso casa ha una consapevolezza diversa, ha acquisito più coraggio e la sensazione che tutto si possa cambiare. Soltanto una volta, nel 2014 i gialloblù hanno gustato la fase finale della Coppa del Mondo, adesso ci riprovano con un avversario che rappresenta un altro tabù. 

con l'italia

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In partite ufficiali l’Italia non ha mai perso contro i rivali della finale del playoff. L’unico ko venne registrato nel primo incontro in assoluto con la neonata nazionale balcanica: 2-1 il 6 novembre 1996, una parentesi festosa in una Sarajevo ferita dalla guerra, tra militari italiani e un allenatore a fine corsa, Arrigo Sacchi, che poco dopo si dimise da ct per tornare al Milan. Martedì non si giocherà nella capitale, ma nel fortino di Zenica (15.600 posti massimo). Quattro vittorie e un pari il resto del bilancio nei precedenti; l’ultimo incontro soltanto due anni fa, in amichevole a Empoli prima della partenza per l’Europeo: 1-0 rete di Frattesi. La Bosnia non è cambiata molto da quel giorno, l’Italia invece sì, iniziando dall’allenatore, perché si è passati da Luciano Spalletti a Rino Gattuso.

l'allenatore

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Sergej Barbarez, 54 anni, nato a Mostar, ha una carriera da calciatore praticamente tutta tedesca. Attaccante pure di Amburgo, Leverkusen e Borussia Dortmund, arrivò nel 1992, anche per allontanarsi dalla guerra: “A parte me e mia moglie, tutta la mia famiglia era coinvolta nel conflitto”, disse ricordando quei tempi. Otto anni dopo decise di abitare a Amburgo, dove si laureò anche capocannoniere di Bundesliga: non si è più spostato. È al primo incarico, da giocatore era un attaccante piuttosto impulsivo e anche da ct non ha perso queste caratteristiche. La settimana pre Galles è stata vivacizzata dalle sue accuse all’allenatore gallese del Broendby, Steve Cooper, colpevole di non aver tenuto fuori a lungo nel club il centrocampista bosniaco Benjamin Tahirovic per favorire la sua nazionale. Il tutto sarebbe nato da una confidenza dell’ex romanista. Il Broendby ha smentito, sono seguite le scuse dai bosniaci, ma non del ct. “Io non devo chiedere scusa a nessuno”.

i protagonisti

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Fino a 13 minuti dalla fine delle qualificazioni, la Bosnia era promossa al Mondiale, perché stava vincendo in Austria e avrebbe sorpassato i padroni di casa al primo. Poi l’1-1 di Gregoritsch e la Bosnia seconda davanti a Romania, Cipro e San Marino. Una sola sconfitta, 5 vittorie, 17 gol segnati, con una varietà di attaccanti (Tabakovic, Demirovic), che non si ferma a Edin Dzeko. L’ex “italiano” comunque è stato il loro capocannoniere nel girone con 5 gol: solo Robert Lewandowski per la Polonia (34) e Cristiano Ronaldo per il Portogallo (34) hanno segnato più gol nelle qualificazioni ai Mondiali di Edin, arrivato a 30 in 44 partite. Passato in inverno dalla Fiorentina allo Schalke, con sei reti in otto gare ha dato una spinta ulteriore a un club glorioso ma finito in seconda divisione, dove ora comanda la classifica. La difesa ha una chiara matrice di Serie A, con Tarik Muharemovic del Sassuolo e Sead Kolasinac dell’Atalanta. Il doriano Denis Hadzikadunic invece ha dovuto invece alzare bandiera bianca per un infortunio muscolare. Quando due anni fa ha accettato l’incarico, Barbarez ha detto di sentirsi in missione per riportare in alto la sua nazionale, ora al 71° posto nel ranking Fifa. L’obiettivo era la qualificazione all’Europeo 2028, martedì si vedrà se ha anticipato i tempi.

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