Il Galles scappa, la Bosnia lo riprende e lo fredda ai rigori: Italia, c'è lo stadio-fortino di Zenica

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La squadra di casa avanti con James, ma gli ospiti non mollano. E si regalano gli azzurri

27 marzo - 00:07 - CARDIFF

Il Mondiale dell’Italia passerà da Zenica, nello stadio fortino della Bosnia, contro una squadra che ha un carattere forte, da non sottovalutare, e piega il Galles ai rigori. Sarà un appuntamento con alcuni amici della Serie A guidati da Edin Dzeko che a 40 anni sogna una chiusura di carriera ad altissimo livello. L’ex attaccante (anche) viola non ha voglia di mollare: cerca il Mondiale come premio, pareggia con un colpo di testa all’86’: è primatista di tutto in Bosnia, più gol (73) e più presenze (147). Esce stremato al 90’, lascia i supplementari ai colleghi più giovani. Demirovic si fa parare il primo rigore, poi nessun errore. Chiude Alajbegovic, mentre per i rossi fanno cilecca il deludente Johnson (alto) e Williams (respinto da Vasilj). Il Galles riesce a buttare via la finale nei regolamentari e completa l’opera dal dischetto. Al ct Bellamy resteranno a lungo nella memoria il palo (Wilson sullo 0-0) e la traversa di James (sull’1-0) che potevano cambiare la partita. Ma subisce troppo la voglia di passare della Bosnia, che non ruba nulla, anzi. Agli azzurri servirà la stessa personalità mostrata qui dai rivali di martedì, per iscriversi al Mondiale 

i motivi

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Il tanto citato Red Wall, il muro rosso, ha aiutato il Galles in tante occasioni, ma diventa un accessorio inutile se manca incisività in campo. I rossi si dimostrano comunque ben istruiti: Bellamy tiene alla sua etichetta di allenatore moderno. Partenze da dietro con gli esterni che entrano nel campo, uno scambio nel settore più avanzato, dove non c’è un centravanti fisso. Wilson e Brooks mutano continuamente la loro posizione. I Dragoni si modellano anche a 4-3-3 o 4-4-2, ma il disegno tattico principale è il 4-1-4-1- Wilson e Daniel James sono i migliori, delude invece Johnson, già prima del penalty fallito. LE MOSSE Sergej Barbarez sistema una difesa di fisico e di esperienza per sbarrare la via ai gallesi nel suo 4-4-2. L’atalantino Kolasinac sta sul lato sinistro deve fare attenzione soprattutto a Daniel James che lo fa sudare e lo carica di un cartellino giallo già prima dell’intervallo. Viene cambiato dopo un’ora. Muharemovic del Sassuolo deve proteggere il settore centrale dove si alternano le pedine offensive di Bellamy: ci riesce spesso, provvidenziale un salvataggio su Wilson nel supplementare. Dedic è un esterno di buona corsa, però è costretto a restare cauto. Con Dzeko davanti c’è Demirovic dello Stoccarda. Restano spesso isolati, cercano di legarsi con i centrocampisti ma non è facile vista la pressione del Galles, che comunque, per un’ora si deve fermare al limite dell’area. La Bosnia dimostra che una difesa che ha incassato solo 7 reti nelle qualificazioni può reggere. Ma il doppio errore non dei difensori si manifesta a inizio ripresa. Maldestro tocco all’indietro di Tahirovic, Daniel James tira all’improvviso da una ventina di metri e il portiere Vasilj si fa sorprendere. Si rifarà parando il penultimo rigore. Il Galles prova il contropiede ma dimostra di lasciare aperta qualche finestra di troppo, soprattutto sui lati, e il miracolo di Darlow sul colpo di testa di Demirovic sbiadisce poi di fronte all’uscita errata del portiere su un angolo regalato, all’86’. Dzeko non perdona, come i suoi compagni dal dischetto. Ora c’è l’Italia.

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