Antonelli è solo il primo: il movimento azzurro sta vivendo un momento straordinario. I giovani emergenti di tutto il mondo vengono a correre da noi
Mario Alberti
28 luglio - 12:56 - MILANO
La storia dello sport italiano è ricca di fenomeni che hanno cambiato le abitudini di un Paese. Negli anni Settanta le imprese di Adriano Panatta e la conquista della Coppa Davis del 1976 misero una racchetta in mano a migliaia di bambini. Oggi quel fenomeno si sta ripetendo grazie a Jannik Sinner e alla straordinaria generazione di tennisti e tenniste italiane protagonisti nei circuiti internazionali. Qualcosa di molto simile sembra accadere anche nell’automobilismo. I risultati di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1 hanno riportato il tricolore al centro della scena mondiale. Attorno a lui sta crescendo una generazione di piloti promettenti. Gabriele Minì è protagonista in F.2, Leonardo Fornaroli è entrato nel programma McLaren, Matteo De Palo continua il suo percorso di crescita in F.3 e Matteo Nannini, negli Stati Uniti, ha già conquistato due vittorie in Indy NXT. Un gruppo di talenti che sta alimentando entusiasmo e curiosità, contribuendo a rilanciare l’intero movimento. La conferma arriva dai numeri. Perché il vero termometro della salute di uno sport non sono soltanto le vittorie ai massimi livelli, ma la partecipazione nelle categorie di base. E in questo momento il motorsport italiano sta vivendo una crescita che coinvolge ogni gradino della piramide, dal karting fino agli Aci Racing Weekend.
dati record
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L’ultimo fine settimana offre una fotografia eloquente. Il Campionato Italiano Gran Turismo Sprint al Mugello ha registrato il record di 74 equipaggi. Insieme al GT4 Italy Series ha portato in pista oltre 160 piloti. Griglie sempre più affollate e un livello tecnico in costante crescita confermano il momento favorevole delle categorie GT. Non è da meno il Formula 4 Italian Championship, considerato ormai uno dei migliori vivai al mondo. I piloti iscritti sono 49, record della categoria eguagliato. Sul tracciato toscano erano presenti 14 team con 27 nazioni rappresentate, a conferma del prestigio internazionale conquistato dalla serie italiana.
La culla dei campioni
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Se la Formula 4 è la porta d’ingresso verso le monoposto, il karting continua a essere la vera culla dei campioni. Sul Kartodromo di Sant’Egidio alla Vibrata erano 313 i piloti iscritti alla prova del Campionato Italiano Aci Karting, provenienti da 48 nazioni. Tra loro anche il primo giovanissimo campione del 2026, il talento statunitense Zayne Burgess, assoluto dominatore con un poker nella Mini Gr3 Under10 e già visionato dai grandi team internazionali. I numeri raccontano la dimensione del fenomeno: oltre 150 piloti impegnati nelle categorie federali OK-N e OK-N Junior, più di 100 nella Mini tra Gruppo 3 e Under 10 e oltre 40 nella KZ2. Il Campionato Italiano Aci Karting 2026 sta viaggiando su una media superiore ai 300 partecipanti per gara, un primato storico. Naturalmente non è solo l’effetto Antonelli. Dietro questa crescita ci sono il lavoro di Aci Sport, dei team, dei costruttori, dei kartodromi e degli organizzatori. Ma i grandi campioni hanno la capacità di ispirare una nuova generazione. Le vittorie fanno notizia, i numeri raccontano il futuro. E oggi quel futuro, per l’automobilismo italiano, è già in pista.










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