Il boom di Diouf cambia il mercato dell'Inter: le esigenze di Chivu e le nuove mosse di Marotta

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L'esperimento che ha dirottato il francese sulla corsia destra sta portando frutti interessanti, mentre senza Akanji la retroguardia nerazzurra non ha vere alternative nel ruolo di centrale difensivo

Gli addii di Francesco Acerbi e Stefan De Vrij oggi si sentono più di ieri. Perché nella prima amichevole contro una squadra vera (il Karlsruher, Serie B tedesca) e non una rappresentativa locale (l'SV Aasen sconfitto addirittura 16-0), l'Inter qualche limite difensivo l'ha palesato. Se non altro in termini prettamente numerici. E soprattutto al centro, senza Akanji ancora in vacanza post-Mondiale, dove Chivu ha testato le capacità del giovane Bovio prima e dell'altro talentino Maye poi. Esperimenti e possibilità estive, certo, che però confermano come la squadra abbia assolutamente bisogno di (almeno) una nuova colonna attorno a cui costruire il reparto arretrato. L'ex Manchester City e Borussia Dortmund garantisce affidabilità assicurata, sì, ma resta l'unico - o quasi - in grado di prendersi il centro del ring. Può farlo Bisseck, con qualche rischio in più, poi ci sono Bastoni, il rientrato Pavard (ancora in bilico la sua posizione) e Carlos Augusto, che però si trovano più a loro agio leggermente spostati. Chi sulla destra, chi sulla sinistra. E se al calderone si aggiunge l'esplosione di Diouf dirottato da mezzala ad esterno, ecco che diventa possibile tracciare un bilancio delle priorità dell'Inter sul mercato. Ovvero prima un difensore centrale e solo in seguito una nuova freccia a destra, ancora tutta da individuare e trattare dopo le vicissitudini delle ultime settimane (il dietrfront Palestra, i problemi di Khalaili, le richieste elevate del Tottenham per Spence a seguito del Mondiale da protagonista con l'Inghilterra). Quindi prima Romero e poi il resto. 

la situazione

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Da una parte c'è il Tottenham che pretende circa 50 milioni di euro per il cartellino di Romero, dall'altra l'Inter che vorrebbe spenderne decisamente meno, poi lo stesso Cuti che sarebbe entusiasta di una nuova vita in Italia dopo le parentesi con Genoa e Atalanta e infine Roberto De Zerbi che considera l'argentino fuori dal progetto tecnico per il suo Tottenham. Insomma, un mix di fattori, tutti determinanti, che potrebbero accompagnare fino alla buona riuscita di un'operazione che farebbe tutti felici. Il sorriso più grande, però, sarebbe stampato sul volto di Cristian Chivu che in tal caso si ritroverebbe una difesa di ferro e la possibilità di spostare Akanji sul centro destra (come da disegno iniziale nella scorsa stagione. E quindi una linea composta proprio da Akanji-Romero-Bastoni, con Pavard, Bisseck e Carlos Augusto nelle vesti di preziose alternative. Un pacchetto completo, totale, complementare per le caratteristiche dei singoli, che permetterebbe al tecnico nerazzurro addirittura di migliorare i numeri - già al top nella scorsa stagione - della sua fase difensiva. Così, se il Tottenham dovesse abbassare le proprie pretese, l'Inter si ritroverebbe in casa una retroguardia di ferro e la possibilità di dedicare nuovamente l'attenzione al colpo a destra (chissà che non possa tornare di moda la vecchia fiamma low-cost Perisic), per garantire una concorrenza interna tra Diouf, Luis Henrique e il volto nuovo che alzi il livello di tutti. Il progetto è chiaro. Ma la prima spunta verde va messa accanto al nome di Cristian Romero. 

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