La crisi scatenata dalla guerra in
Iran, secondo l'Agenzia internazionale per l'energia ha
invertito la fase di ribilanciamento del mercato che si era
registrata nel corso della stagione invernale 2025-2026. Una
fase in cui "la forte crescita delle forniture di Gnl, sostenuta
dalla nuova capacità di liquefazione, in particolare nel Nord
America, aveva aiutato a contenere i prezzi".
Tra ottobre e febbraio, si legge nel rapporto dell'Iea, il
commercio globale di Gnl è cresciuto del 12% su base annua,
mentre i prezzi di riferimento in Europa e in Asia sono scesi
del 25%. A dispetto di ciò, gli eventi meteorologici come le
tempeste di freddo in Nord America, Europa e Asia hanno causato
forti picchi di crescita della domanda di gas, evidenziando
"l'importanza della flessibilità delle forniture di gas per la
sicurezza energetica". Una flessibilità "cruciale" anche per i
paesi con quote crescenti di generazione da fonti rinnovabili
dipendenti dalle condizioni meteorologiche.
Le condizioni di mercato sono poi "cambiate bruscamente" in
marzo, con la chiusura dello stretto di Hormuz a causa del
conflitto tra Usa e Iran. Da allora la produzione di gas
naturale liquefatto è calata dell'8% su base annua, con una
"forte riduzione" nelle esportazioni dal Qatar e dagli Emirati,
che è stata "riequilibrata solo parzialmente da quella di altre
regioni". Con l'allargamento delle interruzioni della produzione
alla filiera globale sono precipitate anche le forniture di Gnl,
con un declino "più pronunciato in aprile".
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