Idea Chiellini dt: carisma e diplomazia, è la svolta giusta

1 giorno fa 7

Stimato per cultura, statura morale e conoscenze: al Consiglio federale possibile colloquio con Malagò

Fabio Licari

Giornalista

28 luglio - 07:44 - MILANO

Il condizionale è diventato indicativo, il discorso ipotetico s’è fatto realtà. Insomma, il primo progetto per la rinascita azzurra è saltato. Avanti un altro. Cancellata l’ipotesi Andrea Pirlo, si sono dimessi Paolo Maldini e Leonardo. Non poteva essere diversamente dopo che il loro candidato è stato “tagliato”. A questo punto non restano che pochi nomi per il ruolo – importantissimo – di direttore sportivo. Uno è Claudio Ranieri. L’altro, al momento in vantaggio, Giorgio Chiellini. Il ct verrebbe di conseguenza.

Nome in agenda

—  

Gente di calcio che ha tutto per aiutare la Nazionale a ritrovarsi e per ridare dignità a un movimento da tempo allo sbando. Il nome di Chiellini circola da tempo, da quando si parla di un uomo di campo che dovrebbe affiancare il presidente. Poi Giovanni Malagò ha puntato subito su Maldini, scelta indiscutibile trattandosi di una delle leggende del calcio italiano. Out Maldini, era inevitabile che tornasse in circuito l’altro nome forte, quello del capitano dell’Italia campione d’Europa e della Juve. 

Carriera da dirigente

—  

Chiellini sta vivendo queste ore con legittima inquietudine perché è in gioco il suo futuro. Non è stato ancora contattato ufficialmente, ma sa che il suo nome è sul taccuino e al Consiglio federale di oggi potrebbe succedere qualcosa. Ha cominciato a studiare da dirigente mentre ancora giocava, s’è laureato in Economia, ha conseguito una magistrale. La Juve sapeva di avere un giocatore “pensante”, uno di quelli che un giorno passano dall’altra parte della scrivania. La nuova Juve gli ha dato un ruolo “sportivo” che non era esattamente quello che Chiellini sognava, non subito almeno. Tanto che, dopo un anno, è arrivato in bianconero Giovanni Carnevali e così l’ex azzurro ha ricevuto un nuovo incarico, oltre a diventare consigliere federale per la Serie A (con Beppe Marotta).

La sua storia

—  

Chiellini ha tutto per ricoprire il ruolo di direttore tecnico. Ha visione, ha un’idea chiara di dove sta andando il calcio italiano e di come riprenderlo per i capelli. Ha ottimi rapporti con tutti: il Chiellini giocatore era uno dei marcatori più duri e implacabili che si ricordi, ma anche il più sportivo, sempre con il sorriso rivolto all’avversario, un fallo (di gioco) e poi una stretta di mano. Ha la personalità per farsi sentire nello spogliatoio, come ai tempi della Juve quando, nel momento più difficile con Maurizio Sarri, chiese la parola spiegando che il rapporto allenatore-squadra doveva partire da nuovi principi. È un pragmatico, più “elastico” di Maldini. E, non secondario, ha un’idea di calcio abbastanza chiara.

I suoi tecnici

—  

Per lui Maldini e Leonardo erano la coppia perfetta e avrebbe accettato qualsiasi ct da loro proposto, pur se non avesse condiviso il nome. Se dovesse toccare a lui, la prospettiva sarebbe diversa: un nome forte, non un giovane su cui investire. I candidati restano due e per Chiellini rappresentano i due tecnici con i quali ha vinto di più (oltre a Max Allegri naturalmente). Sono Antonio Conte e Roberto Mancini. Con Conte c’è stato l’inizio di tutto nella Juve dal 2011, il via di un ciclo triennale proseguito poi con Allegri, Sarri e Pirlo. Rapporto forte, non solo professionale, e intesa sull’approccio alla partita, sulla concentrazione. Nel 2018 è arrivato Mancini: con lui in panchina, Chiellini è diventato il capitano dopo l’addio di Gigi Buffon e il simbolo di una Nazionale campione d’Europa a Wembley nel 2021, quelli della pastasciutta, giocando un calcio di possesso, attacco e bella manovra.

La scelta

—  

Non c’è una preferenza netta di Chiellini per i due candidati. Ci sarebbe una valutazione condivisa con il presidente Malagò, bilanciando tutti i pro e i contro. Mancini ha vinto con la Nazionale, poi non si è ripetuto. Sa come lavorare con i giovani, ma la fuga d’Arabia non gli è stata perdonata da tanti. E avrebbe la Serie A contro, il che sarebbe un bel problema. Conte ha fatto bene con la peggior Nazionale degli ultimi trent’anni ma ha dato il meglio con i club dove, Tottenham escluso, ha sempre garantito lo scudetto. Probabilmente ha modi che rendono difficile una lunga convivenza con la stessa squadra, però rende subito “squadra” il gruppo. Avrebbe la Serie A alle spalle, però chiede più del collega-rivale. La sfida è aperta. Chiellini o meno, risolviamola presto.

Leggi l’intero articolo