I tre fratelli di Villanova, la stella che nessuno si filava e... Knicks, i 10 perché dell'anello

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FOTO IPP/PRESSE SPORTS/REAU ALEXIS
NEW YORK CITY - STATI UNITI - 11/06/2026
BASKET NBA 2025/2026 PALLACANESTRO FINALE GARA 4
NEW YORK KNICKS-SAN ANTONIO SPURS 107-106
NELLA FOTO   il canestro con un tap-in di Ogugua Anunoby che ha dato la vittoria a New York 
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Giulia Arturi

Giornalista

14 giugno - 18:24 - MILANO

Il meglio al momento giusto: guardiamo da vicino la squadra che ha riportato il titolo a New York 

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Jalen Brunson e quei 113 milioni

 Jalen Brunson #11 of the New York Knicks reaches for a loose ball during the fourth quarter against the San Antonio Spurs in Game Five of the 2026 NBA Finals at Frost Bank Center on June 13, 2026 in San Antonio, Texas. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement.   Gregory Shamus/Getty Images/AFP (Photo by Gregory Shamus / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Jalen Brunson, scelta numero 33 al draft, lasciato andare da Dallas: qualcuno pensava non fosse un uomo franchigia. Ora è campione Nba, mvp delle Finals, eroe di New York. Ha chiuso la serie contro gli Spurs con 32.6 punti di media a partita, di cui 11.2 nel quarto periodo. Ed è stato decisivo quando contava durante tutta la stagione, vincendo anche il premio giocatore "Clutch" dell'anno, il migliore nei finali. Guardatelo in panchina: nessun gesto di frustrazione o linguaggio del corpo negativo, parla continuamente con i compagni, è positivo. La capacità di Brunson di capire le difese e trovare le contromisure nel corso di una serie playoff è impressionante. Lo ha fatto ancora una volta nelle Finals: nelle prime due partite aveva viaggiato a 25 punti di media con il 34% al tiro e il 23% da tre, mentre nelle tre successive è salito a 37,7 punti di media, tirando con il 48% dal campo e uno straordinario 52% dall'arco. Nell'estate del 2024, Brunson rinunciò a circa 113 milioni di dollari firmando un rinnovo anticipato invece di aspettare la free agency. Una decisione che ha dato ai Knicks maggiore flessibilità salariale per costruire la squadra che ha poi vinto il titolo. E poi il merito a Leon Rose, l'uomo che l'ha costruita un pezzo alla volta. 

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