I Tiromancino tornano a teatro con 'Quando meno me lo aspetto tour', prima tappa il 10 aprile a Roma

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Un ritorno atteso, che riporta Federico Zampaglione e la sua band in una dimensione che lui stesso definisce "intima, limpida, emotivamente palpabile"

I Tiromancino tornano nei teatri con 'Quando meno me lo aspetto tour', la nuova tournée che segue l’uscita album ' 'Quando meno me lo aspetto' pubblicato da Emi Records Italy/Universal Music Italia. Un ritorno atteso, che riporta Federico Zampaglione e la sua band in una dimensione che lui stesso definisce "intima, limpida, emotivamente palpabile". La prima tappa è fissata per il 10 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dopo la data zero del 2 aprile al Teatro Comunale di Cagli, per poi attraversare l’Italia con un calendario che toccherà Bologna (11 aprile), Taranto (29 aprile), Milano (12 maggio), Catania (15 maggio), Palermo (16 maggio), Perugia (21 maggio) e Firenze (22 maggio). Prodotto da Dm Produzioni, lo spettacolo si presenta come un viaggio sonoro rinnovato: sul palco, accanto alla band, un quartetto d’archi che accompagnerà una scaletta inedita, costruita attorno ai brani del nuovo album e ai classici che hanno segnato la storia dei Tiromancino.

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Sarà un concerto più raccolto, con grande spazio alla chitarra e a nuove atmosfere che si intrecciano con canzoni simbolo come 'La descrizione di un attimo', 'Per me è importante', 'Due destini', 'Immagini che lasciano il segno'. "Avevo giurato e spergiurato che non avrei più fatto nuovi album, e per un po’ è stato davvero così", racconta Zampaglione. "Poi la vita ha deciso al posto mio, portandomi nuove canzoni. A quel punto metti da parte l’idea di essere coerente e ti rimetti in gioco: nasce così un nuovo album e un nuovo tour, che stavolta ripartirà dai teatri. Luoghi in cui il contatto con il pubblico è intimo, il suono è limpido e l’emozione è palpabile". Sul palco con lui ci saranno Francesco Stoia al basso, Marco Pisanelli alla batteria, Antonio Marcucci alla chitarra e Fabio Verdini alle tastiere. Lo scorso 6 febbraio è uscito il nuovo album 'Quando meno me lo aspetto' trainato dal primo singolo 'Gennaio 2016', una ballata intensa dalla forte impronta cantautorale molto apprezzata da pubblico e critica, tra i brani più passati dalle radio e dall’uscita in digitale, il 30 gennaio, di 'Sto da Dio', omaggio al blues e alla libertà. "Ci ho messo dentro più chitarra del solito, il blues e le mie passioni musicali, suonando di più: un disco con canzoni nel mio stile e influenze musicali più evidenti, legate al blues e al rock”, aveva detto Federico Zampaglione nell'intervista all'Adnkronos. Undici brani inediti che gettano lo sguardo su una società sempre più concentrata sull'apparire. E che Zampaglione osserva con inquietudine: "Fare un disco oggi non può evitare di parlare della società, di quello che vediamo ogni giorno, di temi che vanno oltre un film horror - aveva spiegato -. Mi riferisco al caso Epstein e a tutto quello che ci sta dentro: non siamo così ingenui da non vedere, ma immaginiamo".

Per Zampaglione si tratta di una società che oggi risulta "molto difficile" e che è "sbrigativa nel giudicare e nel prendere posizione". "C’è voglia di sentenziare, che fa parte di tutti, legata all'apparenza - osserva l'artista - bisogna sempre attaccare od osannare nel più breve tempo possibile. È una società difficile, in cui ci si può mettere in conflitto con sé stessi e sentirsi inadeguati. Spesso non si cerca l'essenza, ma qualcosa che ti faccia sembrare in un certo modo, e questo crea squilibri. Era inevitabile parlare anche di questo”. Da qui nasce anche 'Scomparire nel blues', brano manifesto del progetto: “Racchiude una sorta di isola felice - aveva sottolineato il cantante -. Quando torno a casa con la testa piena di pensieri, suono blues e mi immergo in qualcosa che mi cura, perché la musica, al di là del tempo, è la mia medicina per tutte le problematiche che ci circondano". Il blues è anche il filo conduttore sonoro del disco, sostenuto da un uso più deciso e consapevole delle chitarre: "Erano arrabbiate con me, dicevano: 'Ci suoni?' - aveva scherzato Zampaglione -. In precedenza usavo le chitarre come collante tra voce e strumenti, mentre dal vivo uscivano fuori ancora di più, quindi c'era uno stacco tra live e disco. In questo caso ho usato chitarre che nel pop non si usano di solito, come la Dobro, usata anche da Mark Knopfler nel disco dei Dire Straits 'Brothers in Arms', insieme a soluzioni più moderne, ma recuperando l'idea del blues più arcaico".

Mentre continua a macinare successi - Zampaglione è reduce dal successo estivo de 'La descrizione di un viaggio Tour25' con i Tiromancino, omaggio ai 25 anni dello storico album 'La descrizione di un attimo' - l'artista ha concluso le riprese del suo sesto film 'The Namless Ballad' (prodotto da Somic Film), dopo il successo internazionale di 'The Well', inserito dal New York Times tra i cinque film horror da vedere e venduto in 104 Paesi.

Il film, come ha svelato il regista sui social, racconta la storia di "Sam Gallo (interpretato da Jamie Ward), un giovane musicista di successo dalla personalità fragile e introversa. Schiacciato dalla pressione di dover creare nuove canzoni e tormentato da dipendenze che non riesce a superare Sam si ritira in una villa italiana isolata in cerca di ispirazione. Ma le sue vulnerabilità lo rendono la preda perfetta per le presenze oscure che si nascondono nella casa: entità che si nutrono della sua angoscia e delle sue paure più profonde, trascinandolo in un labirinto di visioni, tormento e autodistruzione". Nel cast anche: Alana Boden, interprete di Tania la compagna di Sam; Giglia Marra; Fabrizio Ferracane; Seumas Sargent; Reed Strokes; Vincenzo De Michele; e i giovanissimi esordienti Mia Desando e Sergio Ceglie. La sceneggiatura è stata scritta con Barbara Baraldi, che Zampaglione definisce "la regina della narrativa Dark" nonché curatrice editoriale di 'Dylan Dog'.

"Sebbene sia una storia profondamente radicata nel soprannaturale, questo è probabilmente il mio film più personale, perché è ispirato al mio lavoro come musicista e cantante". Con 'The Nameless Ballad' "ho portato la storia su un piano audace e immaginifico, dove, nelle ombre del mondo della musica, ogni nota risveglia un fantasma e alcune melodie esigono sangue prima di svanire", spiega Zampaglione, che torna dietro la macchina da presa dopo 'Nero bifamiliare'(2007), 'Shadow' (2009), 'Tulpa - Perdizioni mortali' (2013), 'Morrison' (2021) e 'The Well' (2023).

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