Uno studio svela un inedito meccanismo del sogno: aiutarci con i problemi che non riusciamo a gestire da svegli
Eugenio Spagnuolo
10 marzo - 11:25 - MILANO
"Dormici su" è uno dei consigli più antichi del mondo. Saggezza popolare che potrebbe avere più di un fondamento scientifico: secondo un gruppo di neuroscienziati della Northwestern University (USA), i sogni possono contribuire a risolvere problemi che da svegli ci sembrano insormontabili, sfruttando la cosiddetta "riattivazione mirata della memoria" (targeted memory reactivation). In pratica, mentre dormiamo e, per esempio, ascoltiamo un brano musicale associato a un rompicapo che non eravamo riusciti a risolvere da svegli, la mente si attiva per trovare una soluzione "creativa".
sogni e problemi: lo studio
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Lo dimostrerebbe un esperimento che ha coinvolto 20 volontari a cui sono stati assegnati rompicapi creativi, accompagnati da una mini colonna sonora di 15 secondi. Una volta addormentati e entrati nella fase Rem, è partita la riproduzione degli stessi suoni, selezionati in modo casuale. E in 15 casi su 20 i partecipanti hanno ammesso di aver sognato almeno uno dei rompicapi irrisolti, cercando la soluzione in modo personale. "Un partecipante, per esempio - raccontano i ricercatori - ha chiesto aiuto a un personaggio del sogno per risolvere un puzzle difficile".
I sogni lucidi, indotti e controllati, si sono rivelati meno efficaci: appena l'11% dei rompicapi è stato risolto al risveglio. Quelli notturni, invece, hanno funzionato meglio, con un tasso del 46%. Come se il cervello, libero dal controllo cosciente, lavorasse di più.
Diario dei sogni
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Dopo l'esperimento in laboratorio i partecipanti hanno tenuto un diario dei sogni per circa una settimana e dodici di loro hanno continuato a sognare i rompicapi, segno che concentrarsi su un problema prima di dormire ha effetti che non si esauriscono a una nottata.
"La speranza è che questa scoperta ci aiuti a sapere qualcosa di più sulle funzioni del sogno" ammette Karen Konkoly, che ha curato lo studio. "Se un giorno potremo affermare con certezza che i sogni sono utili per la risoluzione dei problemi, la creatività e la regolazione emotiva, forse tutti cominceranno a prenderli sul serio come una priorità per la salute mentale e il benessere".
In realtà, che i sogni aiutassero in qualche modo a vivere, lo si sapeva già: lo studio, pubblicato sulla rivista Neuroscience of Consciousness, non fa che aggiungere prove a secoli di aneddoti celebri, da Paul McCartney che sognò la melodia di Yesterday al chimico Kekulé che spiegò di aver intuito la struttura del benzene, solo dopo aver avvistato nei suoi incubi un serpente che si mordeva la coda. Un incubo che in quel caso ebbe un lieto fine.










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