Alla Roma, visti i continui problemi fisici e tecnici di Ferguson e Dovbyk, potrebbe giocare da pivot o da seconda punta con predilezione per l’out mancino
Francesco Balzani e Lorenzo Topello
14 gennaio - 22:03 - MILANO
“A volte vorrei quasi prenderlo per la gola, perché non gli vedo usare tutto il potenziale che ha. Sono convinto al 100% di quello che dico: per me non gli manca niente per diventare il più forte al mondo”. Se è vero che talento riconosce talento, Donyell Malen sarà rimasto abbagliato (o spaventato?) dalle opinioni di un illustre connazionale come Van der Vaart, neanche troppo tempo fa. L’ex fantasista Oranje parlò senza mezzi termini, come in campo. E in un paio di frasi ha tracciato un ritratto di discreta credibilità a proposito di Malen. Imprevedibile, sulla fascia come durante le finestre di calciomercato: sognava di debuttare all’Ajax con gli amici De Ligt e Kluivert, eppure ha arraffato gloria a quintali con la maglia del Psv. Talentuoso, come ai tempi dell’Arsenal in cui lo paragonavano a Sanchez: di Maravilla ne ha prodotta pure lui, ma ultimamente i colori nelle tempere funzionavano a tratti. Chissà che Roma non gli faccia tornare l’ispirazione.










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