I Giochi come non le avete mai visti (davvero!)

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Alle Olimpiadi invernali spuntano spettacolari immagini a infrarossi che mostrano il calore degli atleti. Ecco come funzionano le termocamere e cosa rivelano.

Olimpiadi invernali, foto termiche

Ellie Kam e Danny O'Shea (Team USA) impegnati nel programma libero a squadre durante i Giochi di Milano Cortina 2026. L'immagine fa parte della serie "Winter Heat", realizzata con una termocamera per svelare l'invisibile contrasto termico tra il corpo degli atleti e l'ambiente olimpico. Pauline Ballet/Getty Images

A prima vista sembrano immagini ritoccate con un filtro psichedelico, ma in realtà sono tra le fotografie più tecnologiche di queste Olimpiadi invernali. Alcuni fotografi delle grandi agenzie stanno utilizzando termocamere professionali per raccontare i Giochi in modo diverso: non attraverso la luce visibile, ma attraverso il calore. Non è la prima volta che accade in eventi sportivi o concerti, ma nel contesto invernale l'effetto diventa straordinario, quasi didattico.

Il principio è semplice e rigorosamente fisico. Ogni corpo con una temperatura superiore allo zero assoluto (e dunque, qualsiasi corpo!) emette radiazione infrarossa. Le termocamere rilevano questa radiazione, in particolare nella banda tra 8 e 14 micrometri, grazie a sensori chiamati microbolometri. Il segnale viene poi tradotto in una mappa cromatica artificiale: i colori non sono "reali", ma rappresentano differenze di temperatura. Il bianco e il giallo indicano le superfici più calde, il blu e il viola quelle più fredde.

Slittino, Olimpiadi invernali

Un atleta di slittino durante gli allenamenti pre-olimpici al Cortina Sliding Centre ripreso attraverso una termocamera: le zone che appaiono colorate di blu / viola sono quelle dove la temperatura è più bassa, le aree colorate di giallo sono quelle più "calde". © Getty Images

Atleti "incandescenti": il contrasto termico nel ghiaccio

Alle Olimpiadi invernali il contrasto termico è estremo. Il corpo umano si mantiene intorno ai 36-37 gradi, mentre ghiaccio e neve restano sotto lo zero. Ecco perché nelle immagini gli atleti appaiono incandescenti su un campo blu scuro. Anche il pubblico diventa un dato scientifico visibile: ogni persona produce in media circa 100 watt di potenza termica a riposo. Migliaia di spettatori trasformano così lo stadio in una gigantesca "isola di calore".

Half pipe, termico

Una immagine catturata da una termocamera durante una gara di "Snowboard Halfpipe" ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 presso il Livigno Snow Park: si può notare il contrasto cromatico tra la pista gelata (che appare di colore viola) e le parti "calde" come il pubblico e l'illuminazione (di colore bianco / giallo). © Getty Images

La fisiologia dello sport: vedere l'attrito e il respiro

Le immagini raccontano anche la fisiologia dello sport. Il volto e la testa risultano spesso più luminosi perché sono aree di forte dispersione termica, mentre il respiro caldo si distingue nettamente nell'aria gelida. Nei punti di contatto tra lame e ghiaccio si può osservare un leggero aumento di temperatura dovuto all'attrito, un fenomeno fondamentale per comprendere come pattini e sci scorrano sulla superficie ghiacciata.

Dalla diagnostica industriale alla sfida della termodinamica

Queste fotografie non sono solo suggestive. Le stesse tecnologie sono utilizzate nel soccorso alpino, nell'efficienza energetica degli edifici e nella diagnostica industriale. Ai Giochi diventano un modo per visualizzare qualcosa di invisibile: la battaglia continua tra metabolismo umano e ambiente estremo. Dietro ogni gesto atletico non c'è solo tecnica e preparazione, ma un corpo che produce calore, disperde energia e si adatta in tempo reale alle leggi della termodinamica.

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