10 domande alla super mezzofondista, esempio di tenacia e orgoglio del running italiano. Più 4 consigli dell'atleta per chi si tiene in forma a ritmo di corsa
Aurora Boccuni
12 maggio - 11:56 - MILANO
Giovane e talentuosa mezzofondista italiana, specializzata nei 5000 metri, Nadia Battocletti è semplice e composta nel modo di porsi, ma quando scende in pista ha una carica vitale talmente potente che traspare subito quanto in realtà dentro sia resistente, determinata e competitiva. Forse il merito è anche di suo papà, perché Giuliano è stato un maratoneta e mezzofondista italiano di alto livello. Dalla mamma marocchina Jawhara Saddougui arriva invece la pratica islamica del Ramadan, che Nadia rispetta anche in gara e in allenamento, altra dimostrazione della sua grande capacità di resistenza.
Nata nel 2000 a Cles, al centro della Val di Non, in provincia di Trento, la recordwoman ha vinto l'oro nei 3000m femminili ai Mondiali indoor di Torun 2026, l'argento nei 10.000 e il bronzo nei 5000 ai Mondiali di Tokyo 2025 e l'argento a Parigi 2024. E' stata campionessa europea dei 5000 e 10.000 a Roma 2024, la prima donna azzurra a vincere due titoli nella stessa edizione, e a queste vittorie si aggiunge un lungo elenco di titoli nazionali. Gazzetta Active ha intervistato la promessa dell'atletica leggera italiana, che si è distinta non solo su pista ma anche su strada. Ecco le sue risposte più quattro consigli per tutti i runner, non solo corridori esperti ma anche podisti alle prime uscite.
Nadia, qual è la tua routine giornaliera?
"La mia giornata è abbastanza scandita. Mi sveglio presto, di solito intorno alle 7:00. Faccio colazione e poi vado al primo allenamento in mattinata. Dopo pranzo cerco di riposare o dedicarmi allo studio, sto finendo ingegneria edile-architettura, e nel pomeriggio faccio una seconda sessione o un lavoro di recupero, come fisioterapia o stretching. La sera cerco di staccare un po’, cenare tranquilla e andare a dormire verso le 22:30-23:00. Il riposo è fondamentale quanto l’allenamento".
Ti alleni con i pesi in palestra?
"Sì, ma non in modo tradizionale. Grazie al mio preparatore Armando Defant il lavoro in palestra è molto mirato: forza funzionale, core, prevenzione degli infortuni. Non si tratta tanto di sollevare carichi pesanti, quanto di costruire un corpo equilibrato e resistente, che regga i volumi della corsa".
Qual è il tuo chilometraggio settimanale medio?
"Dipende dal periodo della stagione, ma in media sono circa 100 alla settimana. Nei periodi di carico posso salire un po’, mentre prima delle gare lo riduco per arrivare più fresca".
Quando hai capito che avresti voluto dedicarti al mezzofondo?
"Non c’è stato un momento preciso. È stato un percorso naturale. Ho iniziato da piccola seguendo mio papà e, gara dopo gara, mi sono resa conto che le distanze più lunghe erano quelle in cui mi sentivo più a mio agio. Quando ho iniziato a ottenere risultati importanti da junior, ho capito che poteva diventare qualcosa di più serio".
Qual è stato il momento più difficile della tua carriera e come lo hai superato?
"I momenti difficili non mancano mai: infortuni, gare che non vanno come vorresti, aspettative. Uno dei più complicati è stato quando ho avuto un periodo in cui non stavo bene fisicamente e mentalmente. Lì ho imparato ad avere pazienza, ad ascoltare il mio corpo e a non forzare. Mi hanno aiutato tanto la mia famiglia e il mio team. Alla fine, quei momenti ti fanno crescere più delle vittorie".
Durante il Ramadan sei riuscita ad allenarti e a vincere nei 3000 metri indoor. Cosa ti ha aiutato?
"È stata sicuramente una sfida diversa dal solito. Direi l'equilibrio: ho cercato di gestire al meglio energie e recupero, ascoltando molto il mio corpo. Poi c’è la motivazione: quando hai un obiettivo chiaro, trovi anche le risorse per andare oltre la fatica. Non è solo forza di volontà, è anche consapevolezza".
Tre aggettivi per descriverti?
"Direi: determinata, razionale e curiosa".
Come ti vedi tra 10 anni?
"Non mi piace pianificare troppo a lungo termine, ma sicuramente mi vedo ancora legata allo sport, magari in un ruolo diverso. Vorrei portare avanti il mio percorso di studi e costruire qualcosa anche fuori dalla pista. Per me è importante non essere definita da una sola cosa".
Qual è una strategia per mantenere la concentrazione durante la corsa?
"Cerco di restare nel momento presente. Mi concentro sul ritmo, sul respiro, sulle sensazioni. Quando la testa inizia a vagare o arriva la fatica, riporto tutto lì, su quello che sto facendo in quel preciso istante. È un esercizio continuo, ma fa la differenza".
Un tema ultimamente molto discusso tra gli sportivi e in particolare i runner è l'importanza di curare l’igiene orale per evitare problemi ai denti. Quali sono i pericoli e che cosa si può fare per preservare il sorriso?
“Un fatto poco noto è che la pratica dello sport, soprattutto di endurance, può avere un impatto sulla salute orale e quindi sul nostro benessere generale. La tipologia di respirazione o alcuni elementi dell’alimentazione tipica degli sportivi possono portare a fenomeni di erosione dei denti. Per questo credo sia importante prendersi cura di tutto il corpo, anche del sorriso, oltre che della performance. Alcuni dettagli, come un’igiene orale regolare, possibilmente con prodotti mirati per gli sportivi, e controlli regolari sono abitudini semplici che ci possono aiutare".
I consigli di Nadia Battocletti per i runner
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I 4 consigli di Nadia Battocletti per runner esperti o alle prime uscite:
- Partire piano: non serve fare tanto subito. Anche pochi minuti, ma fatti bene, con costanza, valgono più di un allenamento troppo intenso che poi ti fa mollare.
- Avere pazienza: nella corsa, come nella vita, i risultati arrivano nel tempo.
- Ascoltarsi: ogni corpo è diverso, e poi ci sono giorni in cui ti senti leggero e altri in cui fai più fatica. L’importante è non forzare troppo e imparare a capire i propri ritmi.
- Trovare la motivazione: che sia stare meglio, staccare la testa o mettersi alla prova, avere un “perché” ti aiuta a uscire anche quando non ne hai voglia.







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