La psicoterapeuta Rita Lombardi spiega come riconoscere un ritorno senza speranze
Daniela Cursi Masella
2 luglio - 14:55 - MILANO 
Hoovering è un termine che deriva dal marchio di aspirapolveri e descrive il tentativo di "risucchiare" l'ex partner all'interno della relazione, dopo una rottura. Nella maggior parte dei casi rappresenta una forma di manipolazione finalizzata a recuperare attenzione, controllo o conferme, senza una reale volontà di costruire una relazione sana. La psicoterapeuta Rita Lombardi ci consegna un campanello d’allarme: "Uno dei segnali più comuni è l'incoerenza: grandi parole e intenzioni che però non si traducono in comportamenti concreti e duraturi".
Perché alcune persone mettono in atto questo comportamento?
"Le motivazioni possono essere diverse. Alcuni faticano ad accettare il rifiuto o la perdita e cercano di alleviare il proprio disagio emotivo recuperando il legame. Altri hanno bisogno di sentirsi desiderati e utilizzano il ritorno dell'ex come conferma del proprio valore. Nei casi più complessi, soprattutto in presenza di tratti narcisistici, l'hoovering può diventare uno strumento per mantenere potere e controllo sull'altra persona".
Come distinguere un sincero desiderio di ricominciare da una manovra manipolatoria?
"La differenza sta nella continuità e nella responsabilità. Chi desidera davvero ricostruire la relazione riconosce gli errori commessi, mostra cambiamenti concreti e accetta i tempi dell'altro. Chi pratica hoovering, invece, tende a concentrarsi sull'effetto immediato: vuole riaprire il contatto, suscitare emozioni e ottenere una risposta. Una volta raggiunto l'obiettivo, spesso l'interesse diminuisce e si ripresentano le stesse dinamiche che avevano portato alla rottura".
Perché l'hoovering può essere così efficace?
"Perché agisce su bisogni umani profondi: il desiderio di essere amati, compresi e scelti. Quando una relazione finisce, molte persone conservano speranze, dubbi o ferite aperte. L'ex partner che ritorna può sembrare l'occasione per ottenere finalmente le risposte che mancavano o per dare un lieto fine alla storia. Questo rende più difficile valutare la situazione con lucidità".
Quali sono gli errori più frequenti che si commettono?
"Il primo è confondere l'intensità emotiva con la sincerità. Il secondo è ignorare la storia della relazione, concentrandosi solo sul momento presente. Quando si valuta un possibile ritorno, è fondamentale chiedersi non cosa viene promesso oggi, ma cosa è accaduto ripetutamente nel passato".
Come si può disinnescare l’hoovering?
"Il primo passo è riconoscerlo. Successivamente è utile rallentare le reazioni impulsive. Non è necessario rispondere subito a un messaggio o accettare immediatamente un incontro. Concedersi tempo permette di valutare la situazione con maggiore chiarezza. È importante anche stabilire confini chiari e chiedersi quali siano i propri bisogni reali. Se il contatto provoca sofferenza o confusione, interromperlo o limitarlo può essere una scelta protettiva e sana".
Qual è il messaggio più importante per chi sta vivendo questa situazione?
"Ricordare che l'amore non dovrebbe generare uno stato costante di incertezza. Una relazione sana si fonda su rispetto, coerenza e reciprocità. Quando qualcuno ritorna nella nostra vita, la domanda più utile non è 'Mi vuole ancora?', ma 'Questa relazione è davvero buona per me?'. La risposta a questa domanda spesso offre molta più chiarezza di qualsiasi promessa".










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