Gli Honda SH125i e SH150i si aggiornano senza tradire la formula che li ha resi gli scooter più venduti d’Italia. Il restyling introduce un nuovo design ispirato all’SH350, una strumentazione Tft con connettività e una revisione profonda delle sospensioni che migliora il comfort sulle buche, vero banco di prova della guida urbana. Restano invariate la stabilità dell’avantreno, la fluidità del motore e una frenata modulabile e sicura. Da 4090 euro franco concessionario
Mettere mano all’Honda SH è un’operazione delicata. Non è semplicemente un aggiornamento di prodotto: è chirurgia su un’istituzione urbana. In Italia, l’SH non è uno scooter, è lo scooter. Tra 125i e 150i, le vendite continuano a viaggiare su numeri che sfiorano quelli delle utilitarie di successo. Dal debutto europeo del 2001, questo progetto è diventato una sorta di metronomo della mobilità cittadina: affidabile, prevedibile, sempre presente. Il segreto del suo successo non è mai stato nella rivoluzione, ma nell’evoluzione paziente. Honda lavora per affinamenti successivi, intervenendo dove serve davvero. Questo aggiornamento segue la stessa filosofia: design rinnovato ma riconoscibile, tecnologia digitale finalmente al passo coi tempi e, soprattutto, un lavoro mirato su comfort e dinamica di guida. Non è uno scooter che cerca di stupire con effetti speciali. È uno scooter che vuole funzionare meglio, ogni giorno. E lo si capisce appena si entra nel traffico. Gli SH125i e 150i 2026 arrivano sul mercato con un posizionamento chiaro: sia l’SH125i, sia l’SH150i partono da 4.090 euro franco concessionario (con parabrezza e bauletto inclusi nell'allestimento di serie), prezzo che li colloca nella fascia premium del segmento, ma coerente con una dotazione ricca e con una qualità costruttiva che da anni rappresenta il riferimento della categoria. La vera domanda, però, non è quanto costano. La vera domanda è se restano lo standard con cui si misurano tutti gli altri scooter urbani. La risposta arriva dalla strada.
1 Come va: l’ingegneria contro le buche della città
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Gli scooter urbani vivono in un ambiente ostile. Non è un modo di dire: la città è un laboratorio permanente di sollecitazioni meccaniche. Sampietrini, tombini affossati, asfalto ondulato, rattoppi fatti in fretta. In questo contesto le sospensioni di uno scooter lavorano in condizioni ben più severe di quelle di una moto e il motivo è strutturale. Il motore, nello scooter, fa anche da forcellone posteriore: significa che una massa importante è direttamente coinvolta nei movimenti della sospensione. È come se ogni buca dovesse muovere non solo una ruota, ma una parte significativa del gruppo propulsore. Per contenere costi e peso non si possono usare sospensioni sofisticate come quelle motociclistiche, quindi il lavoro dell’ingegnere diventa un esercizio di equilibrio. L’obiettivo è evitare il fondo corsa nelle grandi buche (il vero responsabile dei colpi secchi sulla schiena) senza rendere lo scooter eccessivamente rigido sulle piccole sconnessioni. Sugli SH125i e SH150i l’intervento è stato mirato: molle posteriori più rigide e revisione della taratura della forcella. Il risultato, su strada, è sorprendentemente percepibile. Nelle buche profonde l’ammortizzatore lavora nella parte utile della corsa e arriva molto più difficilmente a tampone. Questo si traduce in un comfort superiore proprio dove serve di più, cioè sulle asperità importanti che normalmente mettono in crisi gli scooter di questa categoria. L’assetto leggermente più sostenuto all’avantreno regala anche una sensazione di maggiore carico e precisione. Non si parla di sportività fine a sé stessa, ma di controllo. Su asfalti sconnessi o bagnati l’anteriore rimane leggibile e stabile e questa qualità aumenta la fiducia del pilota. Le Michelin City Grip 2 contribuiscono in modo evidente: il grip su fondo viscido è elevato e la transizione tra aderenza e scivolamento è progressiva, mai brusca. Nonostante la dotazione italiana preveda parabrezza e bauletto di serie (elementi che aggiungono massa e resistenza aerodinamica) la maneggevolezza resta uno dei punti di forza. Il baricentro basso e le ruote alte da 16 pollici permettono cambi di direzione rapidi e naturali. Nel traffico lo scooter si muove con leggerezza, ma quando la strada peggiora mantiene una compostezza che trasmette sicurezza.
2 Il motore: fluidità meccanica e raffinatezza nascosta
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Il monocilindrico eSp+ rappresenta uno degli aspetti meno appariscenti ma più raffinati del progetto SH. È un motore progettato per lavorare ogni giorno, per migliaia di cicli di avviamento e spegnimento, partenze a freddo e utilizzo urbano intenso. La priorità non è la prestazione assoluta, ma la qualità dell’erogazione. Sia il 125 sia il 150 si distinguono per una fluidità rara nella categoria. Le vibrazioni sono estremamente contenute grazie a una serie di soluzioni interne orientate alla riduzione degli attriti e delle masse in movimento. In partenza e nelle accelerazioni più decise il motore sale di giri in modo lineare, senza risonanze fastidiose. A velocità di crociera si percepisce una scorrevolezza quasi elettrica: pedana e manopole restano neutre, contribuendo a un comfort che si apprezza soprattutto nei tragitti quotidiani. Il sistema Start&Stop è un esempio di integrazione intelligente della tecnologia. Lo spegnimento al minimo avviene in modo naturale e il riavvio è praticamente istantaneo. Non c’è esitazione, non c’è vibrazione percepibile. Questo rende il sistema realmente utilizzabile nella guida urbana, dove i continui arresti ai semafori diventano parte integrante del consumo. La trasmissione Cvt lavora in sintonia con il motore privilegiando progressività e dolcezza. La risposta al gas è prevedibile e modulabile, qualità fondamentali nel traffico. La frenata completa il quadro dinamico: l’impianto con dischi da 240 mm e Abs a due canali offre una leva anteriore pastosa e facile da dosare. La modulabilità è eccellente e permette di adattare la forza frenante a condizioni di aderenza spesso variabili. Quando serve, però, la potenza non manca.
3 Ergonomia: progettato per l’uso quotidiano
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L’ergonomia degli SH segue una filosofia precisa: accessibilità universale. La sella a 799 mm da terra, la pedana piatta e la triangolazione manubrio-sella-pedana permettono a piloti di diverse stature di trovare rapidamente una posizione naturale. Anche chi supera il metro e ottanta non si sente sacrificato, grazie a una distribuzione degli spazi ben studiata. La nuova sella rappresenta uno degli interventi più riusciti dell’aggiornamento. L’imbottitura più sostenuta evita l’effetto “seduta che affonda”, soprattutto per i piloti più pesanti. Il supporto resta costante nel tempo e riduce l’affaticamento nei tragitti più lunghi. Il passeggero beneficia della stessa attenzione, con una superficie ampia e stabile. La capacità di carico è coerente con la vocazione urbana. Il vano sottosella da 28 litri ospita un casco integrale e si affianca al nuovo vano anteriore con presa Usb-C, soluzione molto più pratica rispetto alla precedente collocazione sotto la sella. La nuova strumentazione Tft da 4,2 pollici introduce una dimensione digitale moderna: connettività RoadSync, navigazione e gestione dello smartphone sono integrate in un’interfaccia chiara e leggibile. La Smart Key semplifica ulteriormente la vita quotidiana. Avviamento, sella e tappo carburante si gestiscono senza chiave fisica, riducendo gesti ripetitivi e aumentando la praticità d’uso.
4 Design: continuità come scelta strategica
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Il design degli SH125i e 150i è un esercizio di equilibrio tra evoluzione e riconoscibilità. Un modello con questa storia non può permettersi rotture stilistiche. Il nuovo frontale, ispirato all’SH350, introduce un linguaggio più pulito e contemporaneo, ma mantiene intatta la silhouette che ha reso celebre la famiglia. Il lavoro del designer si concentra sulla fluidità delle superfici e sull’eliminazione del superfluo. Le linee sono poche, tese, coerenti. L’illuminazione full Led definisce una firma luminosa moderna senza scivolare nell’eccesso. È un design pensato per invecchiare bene, qualità rara in un segmento spesso dominato da mode passeggere. Questa continuità stilistica ha anche una funzione pratica: l’SH deve essere immediatamente riconoscibile nel traffico urbano. È un oggetto che comunica affidabilità e familiarità, elementi che hanno contribuito al suo successo commerciale.
5 Tecnologia e sicurezza: evoluzione funzionale
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La tecnologia introdotta sugli SH125i e 150i non è mai fine a sé stessa. Il controllo di trazione Hstc lavora in background, aumentando la sicurezza su fondi a bassa aderenza. L’Abs a due canali garantisce stabilità in frenata, mentre la nuova strumentazione digitale migliora l’interazione uomo-scooter. Tutti questi sistemi sono integrati con una logica di semplicità. Non richiedono competenze tecniche, non complicano la guida. L’obiettivo resta quello di rendere lo scooter più sicuro e confortevole nell’uso quotidiano, non di trasformarlo in un oggetto tecnologico fine a sé stesso.
6 Pregi e difetti
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Cosa ci è piaciuto e cosa non ci ha convinto dei nuovi Honda SH125i e 150i.
Piace:
- Comfort sulle grandi buche nettamente migliorato
- Motore estremamente fluido e privo di vibrazioni
- Feeling dell’avantreno e frenata modulabile
Non piace:
- Spazio a bordo adeguato ma non abbondante per chi cerca uno scooter più turistico
- Prezzo da fascia premium
- Protezione aerodinamica limitata con il parabrezza standard
7 In poche parole
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I nuovi Honda SH125i e 150i sono come quei ristoranti storici che non cambiano insegna ma migliorano la cucina: stessi sapori riconoscibili, ma tutto funziona meglio. Assorbono le buche con più educazione, scorrono nel traffico con la solita naturalezza e hanno un motore che gira rotondo come un orologio ben regolato. Non fanno scena, non cercano effetti speciali, ma trasformano la città in un ambiente più gestibile. E alla fine è proprio questo il loro superpotere: rendere semplice quello che ogni giorno sembra complicato.
8 Scheda tecnologia
Honda SH125i (150i)
| Motore | monocilindrico eSp+, 4T, raffreddato a liquido, Sohc 4 valvole, Euro 5+ |
| Cilindrata | 125 cc (157 cc) |
| Potenza massima | 13 Cv a 8.250 giri/min (16,9 Cv a 8.500 giri/min) |
| Coppia massima | 12 Nm a 6.500 giri/min (14,9 Nm a 6.500 giri/min) |
| Consumo dichiarato | 45,7 km/l (44,7 km/l) |
| Trasmissione | automatica Cvt a cinghia |
| Elettronica | di serie: Start&Stop , controllo di trazione Hstc, Smart Key e presa Usb-C. Optional: manopole riscaldabili |
| Telaio | tubolare in acciaio a doppia culla |
| Sospensione anteriore | forcella telescopica con steli da 33 mm di diametro, corsa ruota 90 mm |
| Sospensione posteriore | doppio ammortizzatore regolabile, corsa ruota 85 mm |
| Cerchi (anteriore e posteriore) | in alluminio, da 16” |
| Pneumatici (Michelin City Grip 2) | anteriore 100/80-16, posteriore 120/80-16 |
| Freni (anteriore e posteriore) | a disco da 240 mm di diametro, Abs a due canali |
| Interasse | 1.350 mm |
| Altezza sella | 799 mm |
| Peso in ordine di marcia | 138 kg |
| Capacità serbatoio carburante | 7 litri |
| Capacità vano sottosella | 28 litri |
| Strumentazione | Tft da 4,2” con connettività RoadSync |
| Prezzo | da 4.090 euro franco concessionario |










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